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“Un mix di tre farmaci potenzia l’immunoterapia”. Lotta al cancro, due studi presentati a Los Angeles

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10.03.2026

Le professoresse Anna Maria Di Giacomo e Luana Calabrò con Valentina Croce

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Siena, 10 marzo 2026 – Presentati a Los Angeles, durante il meeting internazionale della AACR, American association for cancer research, i risultati di due studi di immunoncologia promossi dalla Fondazione NIBIT, che vedono protagonista l’Immunoterapia Oncologica dell’Aou Senese, diretta dal professor Michele Maio. Gli studi sono stati presentati dalla professoressa Anna Maria Di Giacomo, ordinario di Oncologia medica dell’Università di Siena e responsabile del programma Sperimentazioni cliniche di fase I/II del centro senese e da Luana Calabrò, già medico dell’Aou Senese ed attualmente professore associato di Oncologia medica dell’Università di Ferrara, con la specializzanda dottoressa Valentina Croce.

Il primo studio sul mesotelioma

Nel primo caso si tratta di uno studio sul mesotelioma, che nasce a Siena e dimostra per la prima volta che le caratteristiche epigenetiche del tumore possono determinare la risposta clinica dei pazienti e, pertanto, risultano fondamentali nell’individuare nuovi biomarcatori da utilizzare in clinica per selezionare i pazienti che possono rispondere meglio ad una terapia.

Il secondo studio sul melanoma metastatico

Il secondo studio presentato è il Nibit ML1, condotto sia nel melanoma che nel cancro del polmone, ma a Los Angeles sono stati presentati i risultati relativi al trattamento di pazienti con melanoma metastatico resistente a un trattamento di immunoterapia standard. “Lo studio - spiega la professoressa Anna Maria Di Giacomo – ha previsto di dividere i pazienti da trattare in due gruppi, un gruppo ha ricevuto una combinazione di due farmaci immunoterapici; l’altro gruppo una terapia combinata tra gli immoterapici ed un farmaco epigenetico. Il razionale dello studio è stato quello di cercare di revertire la resistenza all’immunoterapia non solo attraverso l’aggiunta di una combinazione di due immunoterapici, ma soprattutto attraverso l’utilizzo di un farmaco epigenetico che ha la capacità di rimodificare le caratteristiche del Dna tumorale e del sistema immunitario del paziente, per potenziare l’attività dell’immunoterapia quando utilizzata da sola.

Dal punto di vista clinico abbiamo dimostrato la maggiore efficacia della tripla combinazione: il farmaco epigenetico più i due anticorpi combinati, genera un tasso di risposte cliniche doppie rispetto ai due farmaci immunoterapici somministrati da soli”.

L’altro aspetto è identificare i pazienti che avranno maggiore beneficio dall’utilizzo di un farmaco epigenetico. “Attraverso i nostri studi sull’epigenoma tumorale – conclude il professor Michele Maio – e sulle caratteristiche del sistema immunitario, abbiamo visto che i pazienti responsivi con l’utilizzo della tripla combinazione hanno caratteristiche ben precise, quindi riusciamo potenzialmente a identificare nuovi biomarcatori nel tumore e nel sistema immunitario che ci aiutano a predire la risposta al trattamento. Ciò vale nel melanoma ma anche in altri tumori e apre ad un futuro che vede nell’epigenetica un alleato nella lotta al cancro”.

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