Le pagelle della Fiorentina. Ndour re di coppe, Parisi motore instancabile. Comuzzo in difficoltà
La Fiorentina festeggia dopo il vantaggio (foto Germogli)
Articolo: Fiorentina-Rakow 2-1, Gud regala ai viola una vittoria pesante in Europa
Articolo: Vanoli: "Firmerei per salvezza all'ultima giornata e finale di coppa. Ora testa a Cremona"
Firenze, 12 marzo 2026 – Le pagelle della Fiorentina dopo la vittoria per 2-1 sul Rakow nell’andata degli ottavi di finale di Conference League.
Christensen 6 - Ritrova la porta il coppa dopo lo switch con Lezzerini. Reattivo in avvio su Pienko in presa bassa, poi sempre dentro la partita e lucido nelle uscite quando deve accorciare con la linea di difesa. Incolpevole sul gol.
Fortini 5,5 - Più sciolto rispetto ad altre prestazioni, soprattutto in fase di costruzione, anche perché dalle sue parti il Rakow si affaccia quasi mai con Pienko. Ma nell'occasione del vantaggio sbaglia i tempi dell'intervento. Dal 67' Dodo 6 - Ingresso non indimenticabile: due palloni toccati e due sbavature. Poi però ha la caparbietà di insistere e procurare il rigore decisivo.
Comuzzo 5 - Makuch, che si scambia con Ranieri, per tutto il primo tempo non rappresenta un pericolo anche quando con passo felpato cerca la giocata. Tutto quasi facile fino all’incertezza nel vantaggio polacco quando sbaglia i tempi e Brunes, il cugino di Haaland brucia Christensen sul suo palo. Fatica a trovare continuità di rendimento in questa stagione complicata anche per lui.
Ranieri 6 - Va in continuità con la recenti prestazioni, rischia davvero poco e ci prova come al solito con qualche sortita senza effetti. Ordinato e disciplinato anche se rimedia un giallo giusto. Provvidenziali alcune sue chiusure.
Gosens 6 - Ci prova con una mezza bicicletta di tacco e per poco non trova un eurogol. Ci riprova ancora nella ripresa, ma il tiro è ribattuto. Nel mezzo una gara di posizione senza particolari acuti o sofferenze. Dal 58’ Harrison 5,5 - Confusionario come in questo ultimo periodo, ma non fa danni.
Ndour 7 - Se giocasse nei fine settimana (o lunedì) come gioca il giovedì Vanoli avrebbe un’alternativa per il campionato in più lì nel mezzo. Insiste nella zona di Struski e, dopo diesel guarda avanti e alimentare il gioco. Passo sicuro e le sue leve gli permettono di riprendere diversi palloni. Poi il gol di altissimo coefficiente di difficoltà che vale il pareggio e il terzo gol personale in Europa.
Parisi 6,5 - E’ quello che crea sempre qualcosa con la tecnica o la testardaggine di andare a insistere anche su palloni non semplici da domare. E’ quello che ha le idee più chiare nei momenti delicati, come dopo lo svantaggio, anche se paga nel finale la fatica. Utilissimo.
Mandragora 6 - Divide le zolle con Repka. La velocità sarebbe da crociera, ma manca nelle iniziative che dovrebbero dare qualche impulso in più, considerato che i compiti di marcatura sono di normale amministrazione. Dall’82’ Fagioli sv.
Fabbian 5,5 - Dovrebbe essere la cerniera tra mediana e attacco, dando una mano a Ndour che è l’uomo di raccordo. Tenta qualche incursione offensiva e non sempre è lucido anche per i tanti km che fa. La sensazione è che le sue potenzialità non abbiano sfogo.
Fazzini 5,5 - Cerca di educare qualche pallone che transita dalle sue parti con eleganza quasi chic. Ha sui piedi il pallone buone che però al volo spedisce sopra la traversa, pur con buona coordinazione. Dal 58’ Gudmundsson 6,5 - Glaciale. Chi se non lui?
Piccoli 5,5 - Solita dose di corsa e difese del pallone. Vero che i suggerimenti non sempre arrivano puliti, ma quando ha l’occasione buona che si conquista da solo recuperando palla, centra la traversa di sinistro. Dall’82’ Braschi sv. Ma le lacrime sotto la curva sono da 10. Sentimenti che fanno onore. Avanti così, ragazzo.
All. Vanoli 6,5 - Il gol dello svantaggio aveva fatto tornare i fantasmi, ma bisogna tenersi stretta la reazione e la voglia di non abbattersi, decisiva quando si ha l’acqua alla gola. Stavolta i cambi hanno il giusto effetto: era logico aspettarselo considerata la qualità messa in campo. Ma in una stagione del genere non c’è nulla di logico. Ora testa a Cremona.
© Riproduzione riservata
