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L’Impero degli Han: la Cina al centro

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25.05.2026

Se non ti siedi a tavola con Xi Jinping, allora vuol dire che stai nel (suo) menu. Quando si dice cinese, si dice Han, che rappresenta il più grande gruppo etnico del mondo e costituisce circa il 92 per cento della popolazione della Cina continentale. Dicendo nel linguaggio comune “cinese”, ci si riferisce quasi sempre a questo specifico gruppo, che non fa mistero di sentirsi superiore a qualunque altro ceppo etnico, asiatico, africano, occidentale. Il nome deriva direttamente dalla storica Dinastia Han, il cui periodo di regno va dal 206 avanti Cristo al 220 dopo Cristo, ed è considerato l’età dell’oro per l’unificazione culturale, economica e politica del Paese, dato che fu proprio in quei quattro secoli che i cittadini dei vari regni iniziarono a identificarsi come un unico popolo. Ora, siccome le abbiamo lasciato briglia sciolta circa 25 anni fa, facendola entrare senza pagare pegno nel Wto (l’Organizzazione mondiale del commercio), da allora la Cina, calpestando tutte le regole che aveva solo finto di condividere, è divenuto l’hub manifatturiero del mondo, con prodotti di bassa e bassissima qualità a prezzi stracciati e imbattibili, tanto che gli armadi domestici di tutto il mondo rigurgitano delle loro merci di cui spesso i possessori (per la stragrande maggioranza di genere femminile) ignorano persino l’esistenza, lasciandole languire nelle loro etichette originali. Ma questo c’era una volta: cosa che oggi non c’è più, perché i cinesi dopo aver fatto un mare di miliardi di dollari di surplus commerciale con merci a basso valore aggiunto, hanno operato la scelta successiva di dominare il mondo con la loro tecnologia avanzata.

Il tutto sulla base preveggente delle direttive date dai furbissimi Deng Xiao Ping nel 1989 e Xi........

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