Caso Cortese, una vergogna da cancellare
Alla Cassazione l’ultima parola su una vicenda in cui la giustizia ha scritto tutto e il suo contrario
Martedì 20 ottobre la Cassazione torna sul caso Cortese. Dovrebbe essere l’ultima parola. Dovrebbe. Tredici anni, cinque giudizi, verità giudiziarie che si smentiscono a vicenda. E un uomo appeso.
Ricapitoliamo, per chi ha perso il filo. Molti lo hanno perso volentieri. Maggio 2013, Casal Palocco, Roma: la polizia cerca Mukhtar Ablyazov, ricercato dall’Interpol per aver svuotato la banca del suo Paese. Trova la moglie, Alma Shalabayeva, con un passaporto falso. La rimpatriano con la figlia. Il caso monta sul sospetto di una genuflessione governativa ai kazaki. Il Viminale è nella bufera, il latitante promosso dissidente da una campagna mediatica ben oliata. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano però ne esce indenne. I poliziotti no.
Alla sbarra vanno Renato Cortese, allora capo della Mobile di Roma, il nome che fa più rumore, e altri quattro poliziotti. Cortese al........
