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«Donare cambia la vita delle persone. E si riceve molto più di quanto si dà»

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30.08.2026

«Donare cambia la vita delle persone. E si riceve molto più di quanto si dà»

LA TESTIMONIANZA. Luna, operatrice sanitaria e socia Admo: nel febbraio 2023 le è stato prelevato il midollo osseo.

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«Siamo angeli con un’ala soltanto, e riusciremo a volare/ Solo restando l’uno accanto all’altro» canta Mr. Rain in «Supereroi»: ed è questo in fondo che ha dato a Luna, 38 anni, operatrice sanitaria bergamasca, lo spunto per diventare donatrice di midollo osseo. Il desiderio di poter aiutare qualcuno, che ne ha bisogno: una scelta fatta in modo discreto, senza cercare l’approvazione degli altri, così importante, sottolinea lei, «da cambiare profondamente il modo in cui guardo la vita».

«Momento che non dimenticherò»

Proprio quella canzone, per una coincidenza che il tempo ha reso indelebile, risuonava alla televisione della sua stanza d’ospedale la sera in cui Luna si è risvegliata dall’anestesia, dopo l’intervento per il prelievo del midollo osseo dalle creste iliache, affrontato per offrirlo a una persona malata, che non conoscerà mai. «È stato un momento emozionante, intenso - racconta - che non dimenticherò facilmente». Da allora, ogni volta che sente quelle note, quel giorno le torna in mente in ogni dettaglio.

L’importanza della sensibilizzazione

Non si sente affatto un’eroina, Luna - il nome è di fantasia, per sua scelta -. Certamente ha superato limiti e paure per donare una parte di sé, un gesto generoso che per il momento non ha molto pubblicizzato: «Sono una persona molto riservata - spiega -. Ma soprattutto avevo paura che le persone dopo aver saputo della donazione mi guardassero in modo diverso. Per un po’ è stato così, poi ho capito quanto sia importante parlarne, perché ci siano tante altre persone disposte a iscriversi al Registro italiano dei donatori di midollo osseo». La stessa cosa che ha fatto lei fermandosi a un banchetto dell’Admo.

Tutto è iniziato nel 2012, durante un evento di clownterapia in ospedale, dove per qualche tempo ha svolto attività di volontariato. È bastato un gesto minimo e molto semplice, come un prelievo salivare. È così che si entra a far parte del Registro: un tampone o un piccolo prelievo di sangue, per la tipizzazione Hla, il codice genetico che mostra la compatibilità fra donatore e ricevente.

Ci si può iscrivere tra i 18 e i 35 anni, purché in buona salute (tutte le informazioni su www.admo.it). Quel giorno, tra i volontari........

© L'Eco di Bergamo