menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Lite Bottai-Perini a Livorno, le motivazioni: nessun agguato verso il consigliere

11 0
tuesday

Lite Bottai-Perini a Livorno, le motivazioni: nessun agguato verso il consigliere

La giudice: nessuna rissa né responsabilità degli imputati per le lesioni all’esponente di Fratelli d'Italia. Dopo i fatti Matteo Salvini, segretario della Lega dove all'epoca militava il trentaquattrenne, scrisse sui social di un’aggressione di «dieci conigli sinistri». Il barista Andrea Preziosi voleva invece «solo impedire che lo scontro proseguisse, il suo intento era sedare l’alterco»

LIVORNO. C’è un aspetto oggettivo e la giudice Martina Giorgianni lo ribadisce con forza: nessuno dei contendenti che il 31 dicembre 2019 si è affrontato in piazza del Municipio ha dato vita a una rissa. E Alessandro Perini – il consigliere comunale di Fratelli d’Italia che al tempo militava per la Lega il quale, su Facebook, pochi minuti prima aveva scritto «Toh guarda lì che paura che fai. Un salutone Brandy, buon anno e che ti porti più coraggio e meno “caarella”» – semmai è stato aggredito per primo, «preso due volte per un orecchio da Lenny Bottai», all’epoca segretario del Partito comunista e destinatario del messaggio di scherno sui social. Ma c’è soprattutto un dato politico che traspare dalla sentenza di primo grado: non c’è stata nessuna imboscata nei confronti dell’esponente della destra labronica. Né di gruppi antagonisti né «dei dieci conigli sinistri» di cui parlò, poco dopo il fatto, nientepopodimeno che l’attuale vicepremier Matteo Salvini. Il numero uno del Carroccio, infatti, commentò così su Facebook: «Ultima aggressione contro un leghista, stavolta a Livorno per mano di una decina di........

© Il Tirreno