Ben Gvir, il teatrino lacrimante e la sopravvivenza di Israele che non si difende vergognandosi o chiedendo scusa per un video
L’ultimo psicodramma geopolitico planetario ruota intorno a Itamar Ben Gvir, il ministro israeliano che si è fatto riprendere al porto di Ashdod tra gli attivisti dell’ennesima “Flotilla” fermati e inginocchiati: una trovata di piccolo cabotaggio, pensata esclusivamente per raccattare qualche voto in più nella sua base estremista, in vista delle elezioni che si annunciano. Azione peraltro subito censurata da Netanyahu. Niente di più, niente di meno.
Il teatrino lacrimante
Dopo questo video vanesio e scomposto è andato in scena il consueto teatrino lacrimante delle cancellerie globali, con l’Italia in prima fila. Ambasciatori convocati, comunicati fiammeggianti, leader in allarme come se fosse scoppiata la terza guerra mondiale per una clip su X. E con tanti ringraziamenti dei professionisti della propaganda anti-israeliana e antisemita: l’episodio ha cementato ulteriormente il loro dominio sull’agenda dell’indignazione. A loro tanto di cappello, perché conoscono il mestiere.
L’immagine di Israele è compromessa a prescindere da Ben Gvir
Ma chiudiamola qui, questa miserevole storiella, e andiamo al tema vero, che riguarda noi. Io non penso che gli amici di Israele si debbano scusare o vergognare per il video di un agitato. Da una parte significherebbe sopravvalutare il........
