‘Occhi sulla storia’: "Per Luciano il Carlino era presenza costante"
Proprio al centro della mostra Occhi sulla storia c’è lui, Luciano Pavarotti, il tenorissimo. E non è un caso: big Luciano è stato molto legato al Resto del Carlino fin dal suo debutto nel 1961 a Reggio Emilia. Nel recensire quella Bohème, il critico musicale (che si firmava Diapason) colse già il talento di Luciano, "dalla bella voce fresca, generosa e squillante nell’interpretazione del personaggio di Rodolfo". "È vero, quel legame con il Carlino nacque prestissimo, quasi in punta di piedi, ma con uno sguardo già lungo – ricorda Nicoletta Mantovani, vedova del tenore e presidente della Fondazione a lui intitolata –. Luciano ne era consapevole e ne fu sempre riconoscente: quella recensione del 1961 non fu solo un articolo, ma un segno di fiducia, la capacità di intuire il destino di un artista quando ancora tutto era fragile e da costruire. Per lui Reggio Emilia restò sempre il punto di partenza, e chi seppe ascoltarlo allora ebbe il merito di credere nel suo futuro prima ancora che il mondo intero lo applaudisse".
