"Spal, che delusione col Pietracuta": "Ma resto convinto che ce la faremo"
Luca Senigagliesi esulta sotto la curva dopo una rete, assieme a Paolo Carbonaro: il calore del tifo spallino gli ha lasciato il segno (Foto Bp)
Articolo: Spal, bottino pieno per respirare. Baldini chiede il riscatto nel derby
Articolo: I protagonisti. Dall’Ara: "Era una prova del nove, ma nulla è ancora compromesso»
Articolo: "Ora ho un’idea più chiara su questa rosa"
Luca Senigagliesi sta trascorrendo questo weekend di pausa a San Benedetto del Tronto, la città della sua fidanzata e quella nella quale ha deciso di vivere. Il sole e il mare della Riviera delle Palme sono un toccasana per l’attaccante esterno della Spal, che avrebbe però preferito rinviare di una settimana il rientro a casa. "Approfittiamo di questi giorni di pausa per ricaricare le pile in famiglia, ma sinceramente avrei preferito tornare subito in campo per riscattare la figuraccia fatta la settimana scorsa col Pietracuta – confessa Senigagliesi –. Siamo rimasti davvero male per quello che è accaduto a Santarcangelo di Romagna".
Che spiegazione vi siete dati? "Non abbiamo capito se si è trattato di un calo fisico o mentale dopo il big match col Mezzolara, ci siamo fatti sorprendere da una squadra affamata di punti che ci ha fatto rimettere immediatamente i piedi per terra ricordandoci come funzionano le cose nel campionato di Eccellenza".
Avete spostato il mirino sui playoff? "Dobbiamo vivere alla giornata e riprendere la marcia senza badare a quello che succede sugli altri campi. Quando ci si trova in una situazione come la nostra non ci si può permettere il minimo errore: bisogna vincere sempre e sperare che la prima della classe incappi in qualche passo falso. C’è rammarico, perché col Mezzolara avevamo fatto una grande partita e col Pietracuta non siamo riusciti a confermarci".
Avverte la pressione di dover essere sempre decisivo? "No, perché anche se sono un giocatore importante il calcio è uno sport di squadra e a prescindere dalle prestazioni individuali, che possono essere più o meno positive, è sempre il collettivo a fare la differenza. Col Pietracuta per esempio è stato sbagliato l’approccio, e si sono salvati davvero in pochi".
Qual è il suo bilancio personale dopo 29 giornate di campionato? "Stando ai numeri, ho fatto cinque gol e nove assist. Non è male, ma posso fare meglio: non mi accontento. Fare gol è la gioia più grande per un calciatore, però ho sempre servito più assist e ammetto che è sempre una grande soddisfazione".
Un boato come quello dello stadio Mazza dopo la sua rete al Mezzolara l’aveva mai sentito? "Solo a San Benedetto del Tronto: anche lì la tifoseria è impressionante, come quella della Spal. Ho giocato nella Sambenedettese pochi mesi, ma è stata un’esperienza importante, anche perché lì ho conosciuto la mia fidanzata. Peraltro tifosissima della Samb da quando era piccola".
L’ha seguita a Ferrara? "Sì, torna nelle Marche solo per fare gli esami di Giurisprudenza a Macerata. A Ferrara ci troviamo benissimo, c’è sempre qualcosa da fare, e anche se siamo legati alle nostre famiglie, finora abbiamo lasciato la città pochissime volte".
Sta meditando di restare anche la prossima stagione? "Preferisco non fare programmi a lungo termine: mi piacerebbe restare, non lo nego, però adesso la priorità è la promozione della Spal in serie D. Il resto non conta".
Avverte sensazioni positive? "Quando sono venuto a Ferrara sapevo che la squadra era stata costruita per vincere: per arrivare fino in fondo però bisogna sempre faticare, l’ho capito sulla mia pelle quando ho vinto il campionato di serie D nella Recanatese. Abbiamo fatto tanti errori, però a prescindere dal passo falso col Pietracuta, siamo maturati e personalmente sono ottimista: ce la dobbiamo fare".
© Riproduzione riservata
Continua a leggere tutte le notizie di sport su
