In attesa da 6 mesi per una risonanza: "Andava fatta entro 60 giorni"
In coda al Centro unico prenotazioni (foto d’archivio)
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Macerata, 6 marzo 2026 – "Dopo sei mesi dalla prescrizione e a oltre quattro mesi di ‘presa in carico’ (per una prestazione da eseguire entro 60 giorni), non esiste ancora una data per l’esame. Ritengo sia un caso di gravissima inefficienza, ma anche di silenzio istituzionale da parte dell’Ast di Macerata, che sta calpestando il diritto alla salute di un cittadino nonostante l’intervento delle massime autorità di garanzia regionali". E’ quanto denuncia il 73enne maceratese B. S., al quale lo scorso 19 settembre è stata fatta una prescrizione medica per essere sottoposto ad un esame di risonanza magnetica all’addome, superiore e inferiore, con priorità D, vale a dire da effettuare entro 60 giorni.
Nessuna disponibilità
Presentatosi al Cup, il paziente non ha trovato alcuna disponibilità anche se, poco dopo, la sua richiesta è stata inserita nella ‘lista di presa in carico’ sulla base della quale avrebbe dovuto essere richiamato entro un mese per avere la data della prenotazione. "Il 6 ottobre, su consiglio dello stesso Cup – sottolinea – mi rivolgo direttamente allo sportello della Radiologia dell’Ast di Macerata. La richiesta viene reinserita in lista, facendo però "perdere" i primi 15 giorni di attesa già maturati".
Non ricevendo chiamate, il successivo 27 novembre il 73enne invia un primo sollecito via mail. "Il 5 dicembre mi hanno risposto che la pratica era in corso e che avrebbero sollecitato, ma non è accaduto nulla. Così il 15 gennaio ho inviato una Pec con richiesta formale all’Urp dell’Ast di Macerata ma, trascorso un mese, non ho avuto nessuna risposta. Il 22 gennaio ho inviato la stessa segnalazione, identica alla precedente, via Pec, all’Ars, l’Agenzia regionale sanitaria, Anche in questo caso senza ricevere alcun riscontro". A quel punto, il 30 gennaio il maceratese ha deciso di inviare un ricorso a Giancarlo Giulianelli, garante dei diritti della persona della Regione Marche. "In questo caso l’attenzione non è mancata – racconta il paziente –. Il garante, infatti, ha inviato un sollecito ufficiale al direttore generale dell’Ast di Macerata e all’Urp, e per conoscenza al sottoscritto, chiedendo di assicurare la prestazione. Ad oggi, però, l’Ast ha ignorato persino l’autorità di garanzia". Ma il nostro non è certo persona che si arrende. "Mi sono rivolto al Tribunale per i diritti del malato, a cui è stata inviata la documentazione completa. Ascoltata la storia, mi hanno suggerito di rendere pubblica la vicenda di fronte a un muro di gomma istituzionale che non risponde più né ai cittadini né agli organi di controllo. A mio avviso siamo di fronte a una violazione palese dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e a un comportamento che prefigura anche l’omissione di atti d’ufficio. Chiedo pubblicamente: chi si assumerà la responsabilità di questo ritardo diagnostico? Perché l’Ast di Macerata si sente autorizzata a ignorare anche il garante dei diritti della Regione?".
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