Chicca Mencoboni e l’incubo Clostebol: “Doping, io come Sinner. Odissea per una ceretta, assolta”
Pesaro, 23 gennaio 2026 – “Tutto cambia perché la gente ti guarda in modo diverso. Lo disse Jannik Sinner dopo il caso doping. E’ successo anche a me. Ne sono uscita, ma è stato terribile”. Lei è Chicca Mencoboni, pesarese, non vedente, atleta paralimpica, pluricampionessa in varie discipline (tra cui salto in alto, salto in lungo e velocità). Gli altri protagonisti di questa storia hanno nomi che sono diventati noti proprio grazie a Sinner. Anzi, suo malgrado. Si tratta del Trofodermin, crema o spray utilizzato per curare piccole ferite, che contiene il Clostebol, uno steroide anabolizzante vietato dalle norme antidoping. Chicca Mencoboni, 57 anni, nella sua carriera ha vinto tanto e a un certo punto, l’anno scorso, ha perso tutto.
Partiamo dall’inizio: cosa è successo?
“Ero ai campionati italiani indoor del 14-15 marzo 2025 ad Ancona. Sono stata chiamata all’esame antidoping, ero serena perché sono da sempre rispettosa delle regole. Vado nelle scuole a parlare di legalità”.
E invece?
“Il 1° aprile è arrivata la comunicazione della procura nazionale antidoping”.
Cosa diceva?
“Che ero risultata positiva al Clostebol per una percentuale infinitesimale. Sono crollata, sapevo di essere innocente ma dovevo dimostrarlo”.
E cosa ha fatto?
“Ho iniziato a ricostruire ogni mia azione, partendo per esempio dalla dentista. Ma una cosa voglio dirla subito: io sono così attenta alle regole che mi sono sempre rifiutata di prendere il cortisone........
