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Perché Trump vuole la Groenlandia (e punta Cuba). La rotta artica fa gola, non solo per le terre rare

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05.01.2026

Roma, 5 gennaio 2025 – Una dottrina che risale al 1823 e un presidente che vuole riportare indietro le lancette del tempo, gestendo il mondo di domani con una mentalità da mondo di ieri. Il problema è che chi le carte, per usare una sua espressione, sembra essere proprio Donald Trump. Ed è determinatissimo. E, in grazia di quello che diceva il suo predecessore, James Monroe, a inizio del XIX secolo, l’America deve appartenere agli Americani, con la minor ingerenza di potenze europee possibile.

Peccato solo che, da quel momento, sia letteralmente cambiato il mondo, e più volte. Sono nate organizzazioni, come l’Onu, che regolano le relazioni internazionali sulla base del diritto. Tre decenni di globalizzazione hanno dilatato scambi e sinergie fra tutte le parti del globo. Nonostante questo, dopo il Venezuela, Trump è determinato a mettere le mani, ci si augura solo metaforicamente, anche su Groenlandia e Cuba.

Ma perché questi due Paesi sono così importanti?........

© il Resto del Carlino