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L’allarme dei pescatori, nei porti le barche si insabbiano: “Rischi la vita per uscire in mare”

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12.04.2026

Luca Menegatti, il capitano di Nonna Elisa, con Maurizio Poggi e Tiziana Gelli

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Goro (Ferrara), 12 aprile 2026 – Nonna Elisa si chiama la barca, è ferma, è ancorata al molo di Goro. Da mesi, una maledizione. Bianca, una bandona blu, la cabina. E’ un pezzo di cuore per Luca Menegatti, il capitano. Che scuote la testa, la catena d’ormeggio ormai coperta da alghe e salsedine. “Non ci possiamo muovere, siamo fermi da mesi, non possiamo andare a pescare”, il tono della voce che sale, cresce, sull’onda della rabbia. La colpa, i fondali per uscire dal porto. Tutta sabbia, c’è appena lo stretto canale che bisogna percorrere con gli occhi aperti, alle boe e ai comandi. Basta un attimo e finisci con la chiglia contro i banchi di sabbia. Forte il rischio di ribaltarsi. “La nostra barca ha una chiglia con un forte pescaggio, semplicemente non riusciamo più a passare. La barca appartiene a me e mio fratello, avevamo cinque o sei dipendenti, marinai. Siamo stati costretti a mandarli a casa, come fai a pagarli. Non lavoriamo da mesi, non riusciamo più a portare i soldi a casa, a mantenere le nostre famiglie”.

Sulla banchina del porto di Goro ci sono Fausto Gianella, consigliere regionale di Fd’I, e Tiziana Gelli, presidente del Circolo di Fratelli d’Italia di Comacchio. “Queste persone sono rovinate, non sanno più dove sbattere la testa. E’ un problema che si ripropone ogni anno e ogni anno peggiora. La Regione deve intervenire in maniera seria e strutturale per scavare il fondale, garantire l’uscita in mare dei pescatori. Il mare è la loro vita, fonte di reddito”. Sulla questione Gianella presenterà un’interrogazione in Regione. “Se veniamo eletti – interviene Gelli – siamo pronti a muoverci come Comune verso la Regione, per sollecitare una soluzione che sia definitiva”. Non c’è solo Luca Menegatti con la sua Nonna Elisa. Pochi metri, la catena dell’ancora avvolta alla bitta. Si chiama King, è l’orgoglio di Maurizio Poggi, il comandante dell’imbarcazione che va a pesca in alto mare. “La nostra barca – spiega – è leggermente più piccola di Nonna Elisa, riesce ancora a passare. Ma è un rischio, grande. Devi aspettare che salga la marea, che cresca il livello, sempre con la paura di andare a sbattere contro il fondo, di incagliarti e ribaltarti. Non possiamo lavorare così”.

Barche ferme a Goro e Portogaribaldi, i fondali ormai emersi riguardano entrambe le marinerie. “E’ una situazione drammatica, rischiano ogni giorno la vita”, riprende il consigliere regionale che sferra un attacco. “Ci siamo accorti che la maggior parte dei fondi regionali vanno verso Ravenna, a Comacchio e Goro solo le briciole. Qui bisogna scavare subito il fondale, il terreno di risulta che viene dal mare possono tranquillamente ributtarlo in mare. Si risolve così l’altro problema, quello di trovare un luogo dove mettere il materiale scavato”.

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