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“Dormo qui per fermare il mare”, Eros e l’incubo erosione. La duna fai da te a costi esorbitanti non basta

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17.02.2026

Lido di Volano (Ferrara), 17 febbraio 2026 – Dorme con un occhio solo nel suo stabilimento, a Lido di Volano, Eros Buzzi, titolare dello stabilimento Battija. “Quando c'è mare grosso e scirocco trascorro qui la notte. Se vediamo arrivare l'acqua azioniamo le pompe idrauliche che mi sono dovuto comprare. Alziamo le paratie, un po' come a Venezia per l’acqua alta. Qui viviamo con il fiato sospeso”.

Il mare si ‘mangia’ i lidi, l’allarme dei balneari: “Erosione della spiaggia, stagione a rischio”

Il titolare dello stabilimento Battija: “Centinaia di migliaia di euro spesi”

La regione ha alzato una duna, il mare se la mangia. E allora lui ha messo mano al portafoglio, ha costruito la sua duna personale, un bastione attorno allo stabilimento. "Una bella spesa, come i soldi per riparare i danni quando entra l’acqua. Centinaia di migliaia di euro. Non si può vivere cosi”.

"Senza interventi durevoli sarà la fine di tutti gli stabilimenti”

Marina Mangherini è la titolare del Paradise, sempre a Volano. “Abbiamo solo un po’ più di spiaggia davanti… quindi per il momento, e spero resti così, l’acqua non è arrivata. Ma se non fanno interventi più durevoli e significativi sarà la fine di tutti gli stabilimenti a Volano e della pineta e, col tempo, anche del paese. Con tutti i soldi che prendono dalla tassa demaniale e dai parcheggi, non si trovano mai fondi da spendere per far interventi lì, in questo lido. Viviamo sempre con l’acqua alla gola, ogni giorno. Stiamo ancora aspettando i soldi della mareggiata de 2022. La politica, solo parole’.

Il docente di Unife: “L’erosione è l'effetto di una nuova normalità climatica"

L'erosione che minaccia i Lidi ferraresi non è un fenomeno locale, ma l'effetto di una "nuova normalità climatica" che colpisce le coste di tutto il mondo. A spiegarlo è Romeo Farinella, urbanista dell'Università di Ferrara, che lancia un monito: siamo in ritardo e serve un cambio di paradigma urgente. Invece di combattere contro la natura, bisogna progettare con essa: ridare spazio ai fiumi, ricostruire le dune naturali, arretrare gli stabilimenti e contrastare il cuneo salino con aree forestali.

Le nuove ubanizzazioni nel mirino

Il docente critica aspramente le nuove urbanizzazioni, puntando il dito contro l'Ottavo Lido a nord di Porto Garibaldi, un progetto che ignora la fragilità del territorio e il rischio concreto di allagamenti futuri. Continuare a cementificare tra mare e argini è insostenibile. Per Farinella, è necessario abbandonare la logica dell'emergenza per abbracciare una pianificazione integrata tra urbanistica e ambiente, riconoscendo che segnali globali come la navigabilità dell'Artico impongono un ripensamento radicale del modello turistico e insediativo.


© il Resto del Carlino