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Publiphono all’ultima spiaggia: "Impossibile garantire il servizio". I bagnini si fanno avanti per gestirlo

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07.04.2026

Pesa il contenzioso sui maxi canoni: la società avverte il Comune e gli operatori in vista della stagione. Vanni, presidente della cooperativa: "Abbiamo fatto un’offerta, siamo pronti a occuparcene fino al 2027".

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La Publiphono ai titoli di coda. Se non si troverà una soluzione entro breve, la ’voce della spiaggia’ per quest’estate rischia di restare muta. Niente più annunci di bambini e anziani smarriti e ritrovati al mare. Il rischio del silenzio incombe proprio nell’anno in cui Publiphono avrebbe festeggiato gli 80 anni di attività. La ’voce della spiaggia’ fu fondata nel 1946 da Renato De Donato, insieme a Sergio Zavoli, Glauco Cosmi e Gino Pagliarani.

Da alcuni anni Publiphono è in causa contro il Comune di Rimini e l’Agenzia del Demanio, per la questione dei canoni chiesti per l’occupazione di altoparlanti, pali, cavi e plance pubblicitarie sulla spiaggia. La società, gestita da Silena Grisales, vedova di Ugo De Donato (figlio del fondatore di Publiphono, scomparso nel 2022), ha fatto due ricorsi distinti contro i ’nuovi’ canoni, ricalcolati in base alle indicazioni dell’Agenzia del Demanio. Fino al 2020, la ’voce della spiaggia’ pagava circa 3.300 euro l’anno. Dal 2020 il canone è decuplicato. E il conto presentato a Publiphono per gli anni dal 2020 al 2022 è schizzato a quasi 100mila euro complessivi. La società ha poi impugnato con un secondo ricorso anche il conto degli anni seguenti: 40.846 euro per il 2023, 39.007 per il 2024 e 41.673 euro per il 2025. Totale: oltre 260mila euro dal 2020 a oggi. Che Publiphono non vuole e non può pagare. Perché – nel frattempo – gli introiti legati alla pubblicità sono calati sempre di più.

In attesa del verdetto definitivo dei giudici, Publiphono ha scritto al Comune e ai bagnini spiegando che, a queste condizioni, "è impossibile garantire il servizio". E pensare che anche l’anno scorso, grazie alla Publiphono, sono state ritrovate 714 persone sulla spiaggia di Rimini.

La situazione preoccupa non poco, in vista della stagione. L’amministrazione ha sempre spiegato di essere stato costretta a rideterminare i canoni, in base alle norme dell’Agenzia del Demanio. Secondo Publiphono, invece, si poteva trovare una soluzione diversa. Per i bagnini un’estate senza Publiphono non sarebbe la stessa, soprattutto dal punto di vista della sicurezza dei bagnanti. "Abbiamo fatto una nuova offerta alla Publiphono: siamo pronti a prendere in affitto il servizio e gestilro sia quest’anno sia nel 2027 – spiega Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini sud – In questo modo si potrebbe salvaguardare il servizio fino ai futuri bandi per le concessioni balneari (anche Publiphono rientra tra le attività in concessione, ndr). Attendiamo una risposta, ma il tempo stringe. Perché, in caso, servirà poi del tempo per sistemare gli impianti".

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