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Tirreno Adriatico, la prima tappa marchigiana a Valgren. Ora c’è la San Severino-Camerino: dove passa

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13.03.2026

Michael Valgren vince la quinta tappa Marotta-Mombaroccio della Tirreno-Adriatico (ANSA/ROBERTO BETTINI)

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Mombaroccio (Pesaro Urbino), 13 marzo 2026 - Nella prima tappa marchigiana della Tirreno Adriatico, i muri pesaresi hanno dato nuovi colpi di scena. A conquistare la Marotta – Mombaroccio, 5a frazione della corsa dei due mari, è stato l’olandese Michael Valgren con una fuga solitaria nel finale dopo il tandem con Alaphilippe a conquistare la vittoria di giornata segnando anche la sua rinascita dopo un incidente significativo mentre la classifica generale ha visto un altro cambio al vertice. Sulle ultime salite, infatti, Isaac Del Toro ha forzato la mano, il leader marchigiano Giulio Pellizzari ha tentato di resistere e poi limitato il gap ma i 2” che li dividevano erano davvero troppo pochi. Il messicano, oltre alla 2a piazza ci ha messo anche i 6” di abbuono e dunque ad indossare nuovamente la maglia azzurra a fine giornata è stato Del Toro che ora viaggia a 23” da Pellizzari. Ma la corsa è ancora tutta aperta perché domani si affronta un’altra tappa dal gusto di saliscendi e fatica.

La tappa dei muri da Marotta a Mobaroccio e l'attacco decisivo

Da Marotta a Mombaroccio, è il primo giorno della Tirreno Adriatico nelle Marche, una tappa tutta saliscendi di 184 km con 3900 metri di dislivello che ha dato spettacolo accentuato soprattutto nell’ultima ventina di km quando del Toro, spodestato ieri dalla testa della corsa per pedale di Pellizzari, ha iniziato a cercare di costruire qualcosa di buono per riprendersi la maglia

A 20 km dall’arrivo, infatti, la situazione vede Valgren e Alaphilippe in fuga in tandem, a 30” un primo drappello inseguitore e a 1’52 il gruppo con i big e le maglie di leader che presto dovranno muoversi perché il vantaggio del francese in testa lo sta vedendo leader virtuale. Ma a beffare Alaphilippe, a 5.6 km dalla fine mentre la strada sale, è l’olandese Valgren ad aprire il gas e staccarlo. Il gruppo alle spalle intanto è a soli 48” con Roglic, compagno di Pellizzari che si mette in testa ma poi lascia alla progressione di Del Toro che si accorge che Pellizzari ha perso la sua ruota. Fa forcing, non manca tanto allo scollinamento, il marchigiano non molla. A 4.4 Del Toro ci riprova, forza, i compagni Pellizzari e Roglic, rispettivamente primo e terzo, tengono d’occhio e e a 3.1 è Carapaz a cercare di approfittare pur sapendo di avere in testa il compagno Valgren che da solo sta cercando di andare alla vittoria. Del Toro e il gruppo però, con un altro attacco lo ripiglia. Pellizzari resiste, in ballo ci sono solo 2 secondi a separarli. A 2 km un nuovo attacco del messicano riesce a prendersi 200 metri, Pellizzari cerca da solo di riprenderlo. E’ corsa nella corsa: davanti per la vittoria e dietro, a pochi secondi per la maglia. Con Pellizzati c’è Ciccone e Roglic che cercano di riprendersi un Del Toro scatenato che sulla ruota ha solo Jorgenson.

L'arrivo a Mombaroccio e la nuova classifica

Intanto a prendersi la vittoria di giornata è l’olandese Valgren che non vince dal 2021 alla Coppa Sabatini a causa di un grave incidente che poteva mettere fine alla carriera. A Mobaroccio è dunque la sua rinascita dopo l’inferno, guadagnata su un percorso tutto in salita e difficoltà come quelle che ha dovuto affrontare lui per tornare sulla bici. Alle sue spalle, a 11” sul traguardo arriva Del Toro che è secondo prendendosi anche i 6” di abbuono e 3o Jorgenson a 11” seguito da johannessen a 24”, 5o Giulio Ciccone a 28”, 6o Pelizzari a 30” insieme a Roglic, poi Pinarello a 40”, Storer a 41” e Buitrago a 41”.

La maglia da leader della Tirreno Adriatico dunque ripassa sulle spalle di Del Toro, con Pellizzari in seconda piazza e staccato da soli 23”, Jorgenson al 3o con 34”, Roglic a 44” e Ciccone a 1’05, Johannessen a 1’08, Pinarello a 1’24, Healy a 1’24, Sheffield a 1’27 e Buitrago a 1’26.

Un distacco così breve tra i primi 10 della generale da garantire domani una grande battaglia sui muri marchigiani con Pellizzari che probabilmente vorrà riconquistare la maglia nella sua Camerino.

La resa dei conti nella San Severino Marche-Camerino di sabato 14 marzo

Domani ci si giocherà tutto nella tappa da San Severino Marche a Camerino, ancora più dura di quella di oggi ma soprattutto con la fatica nelle gambe della tappa dei muri pesaresi. Sarà di 188 km, dal carattere decisamente appenninico, duro e selettivo, capace di mettere alla prova gambe e resistenza dei corridori, una frazione intensa, senza veri momenti di tregua, dove fatica e spettacolo promettono di accompagnare l’intera giornata di gara. Si prenderà il via alle 9.15, quando i ciclisti sfileranno al foglio firma allestito in piazza del Popolo a San Severino Marche, mentre la partenza ufficiale sarà data alle 10.35 con l’abbassarsi della bandierina. Il tracciato si presenta impegnativo e ricco di insidie, con un susseguirsi di salite e tratti movimentati. Dopo una prima parte piuttosto dinamica, intorno a metà gara i corridori dovranno affrontare una delle difficoltà principali della giornata: la salita verso Sassotetto, al Valico di Santa Maria Maddalena, uno dei punti chiave dell’intera tappa. Superato questo passaggio, la corsa si dirigerà verso Camerino affrontando l’ascesa dal versante orientale della città. Qui inizierà il circuito finale, un anello di 29,1 chilometri da percorrere due volte. Si tratta di un tratto particolarmente selettivo, caratterizzato da continui saliscendi nella zona di Crispiero, che renderanno la corsa ancora più logorante.

Dopo il passaggio da Castelraimondo, dove è fissato il giro di boa, la strada tornerà gradualmente a salire fino all’ultima e decisiva difficoltà di giornata: gli ultimi tre chilometri del Muro della Madonna delle Carceri, con pendenze che raggiungono punte del 18%. Al termine della terza scalata sarà posto il traguardo, nel cuore di Camerino, dove si deciderà il vincitore di una tappa destinata a lasciare il segno.

Domenica, il gran finale nella Civitanova Marche – San Benedetto del Tronto.

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© il Resto del Carlino