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Mezza Maratona Quindicimila runner per Ferrari

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30.03.2026

La seconda edizione nel segno di Enzo è una conferma. Iscrizioni da tutto il mondo, a dominare nettamente sono gli atleti africani

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Tutto perfetto alla seconda edizione della Mezza Maratona d’Italia, memorial Enzo Ferrari. A partire dal meteo, con temperatura ottimale per correre, ogni altro aspetto della macchina organizzativa ha poi funzionato a dovere, come dev’essere per una manifestazione che ha avuto 4mila partecipanti alla ’family run’, 3.500 alla 10 chilometri non competitiva e ben 7.500 sulla canonica distanza di 21.975 metri, dal Museo Ferrari a Maranello fino al Palazzo Ducale di Modena: 15mila atleti oltre alle loro famiglie. Un impatto importante che richiede la massima attenzione, e così è stato.

Venendo alla gara competitiva, tutto come da copione: gli atleti africani hanno dominato nettamente, come era da prevedere una volta visti i tempi di cui erano accreditati. Subito in testa il terzetto composto dai kenioti Dennis Kipruto e Shandrack Koech con l’ugandese Alex Kiplangat, che alla partenza appariva il favorito per aver ottenuto da poco il suo personal best. Al decimo chilometro si è staccato Koech e poco dopo, all’ingresso di Casinalbo, è stato Kiplangat a perdere terreno sull’attacco di Kipruto che è letteralmente volato fino all’arrivo in piazza Roma, dove ha tagliato il traguardo nel tempo di 1h00’44". Solo a causa del vento contrario il ventenne Kipruto non è riuscito a battere il suo primato sulla distanza (1h00’17", stabilito nel 2023 a Tachikawa, in Giappone). Il suo tempo medio è stato di 2’52" per chilometro. Gli inseguitori hanno capito di non riuscire a rientrare ed hanno mantenuto le posizioni: Kiplangat è secondo a 1h02’21 e Koech terzo con 1h03’04".

Ma gli atleti italiani non hanno sfigurato: il quarto posto è andato a Thomas d’Este, classe 2003, allievo dell’ex olimpionico Ruggero Pertile, ora direttore tecnico di Assindustria Padova. D’Este è arrivato a soli 11 secondi da Koech ed ha tirato la volata ad un bel gruppetto: Nicolò Bedini (Alpi Apuane, 1h03’46"), Amorin Gerbeti (Casone Noceto, a 1"), Giuseppe Gravante (Corradini, a 7"). Completano la ’top ten’ l’anconetano Andrea Gargamelli (il meno giovane della compagnia, anno 1989), il reggiano Patrick Francia (Atl.Reggio) e Mattia Marazzoli (Corradini).

Anche in campo femminile nulla da fare contro la favorita, la keniota Regina Wambui Ndungu che ha fatto gara in testa solitaria, mantenendo un passo regolare ed incrementando il suo vantaggio fino a chiudere solitaria in 1h09’03" (3’16" a chilometro). Staccata proprio di 3’16" dalla prima è arrivata la bresciana Sara Bottarelli, che si conferma nuovamente in questo momento come la migliore italiana sulla distanza della mezza maratona. Trentacinque anni, bresciana della Valtrompia, gareggia con la Freezone, è mamma di due figlie e insegnante di professione. Prima di dedicarsi alla strada, aveva vinto due titoli italiani di corsa in montagna; ad ottobre 2025 a Cremona ha vinto il titolo tricolore di mezza maratona con il suo personal best di 1h11’46"; terza nel 2025, seconda quest’anno, l’aspettiamo l’anno prossimo... Dietro di lei il terzetto delle giovani dell’Arcs Cus Perugia: Melissa Fracassini (1h13’31") e le gemelle Laura ed Elena Ribigini (1h14’07" e 1h14’30").

Dietro ai ’top runners’ lo spettacolo è stato quello dei 7.500 appassionati, per oltre un terzo stranieri, che hanno compiuto la loro fatica entro le tre ore. Tutti hanno avuto modo di correre in uno scenario emozionante, per molti versi unico al mondo. Moltissime le nazioni rappresentate (si parla di 88 paesi), tanti hanno corso sventolando la propria bandiera. Fra le impressioni raccolte a caldo tantissimi apprezzamenti per la gara ed il percorso, ma con un accento speciale sull’attraversamento della pista di Fiorano con le Ferrari schierate a farsi ammirare.

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