Tensione al Pilastro, scontri in serata dopo il corteo contro il Museo dei bambini: 3 attivisti fermati
Tafferugli al Pilastro dopo il corteo contro il Museo dei Bambini (Schicchi)
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Bologna, 7 marzo 2026 – “Questa è una lotta e andremo avanti insieme alla gente del quartiere, finché non bloccheranno i lavori”. Circa 700 persone oggi pomeriggio hanno partecipato al corteo promosso dal comitato MuBasta, sfociato verso le 22 in una serie di scontri tra un gruppo di manifestanti e la polizia – alcune cariche e dei lanci di lacrimogeni –, cui ha fatto seguito il fermo di tre partecipanti al confronto fisico con gli agenti.
Alla manifestazione hanno preso parte rappresentanze di Usb, Potere al Popolo e del collettivo Cambiare Rotta, unite contro la realizzazione del Museo dei bambini al Pilastro. Mentre sempre oggi in mattinata, prima del corteo di protesta si è tenuta una “una passeggiata di confronto civile” pensata dal comitato MuVet e da chi è favorevole al progetto.
Precedentemente, la giornata era stata tranquilla : alle 16 i ragazzi giocavano a basket, qualcuno a calcio. Altri, seduti vicino al cantiere, mangiano e bevono. Un normale sabato di quartiere che viene vivacizzato dall’arrivo del corteo che attraversa le strade attorno al parco. La camminata è partita dalla Biblioteca Spina, ed è proseguita lungo via Casini e via Salgari fino al parco Pasolini, per poi continuare attraversando via Pirandello e via Panzini. “Il Pd e Coalizione civica sono i partiti del malaffare”, urlano dal corteo.
Gli slogan della manifestazione
La manifestazione, a suon di slogan, procede inizialmente senza tensioni, tra i fumogeni e lo scoppio di qualche petardo. Il gruppo si dirige verso via D’Annunzio fino a raggiungere piazza Lipparini, per poi proseguire attraverso via Deledda, via Natali e via Trauzzi, il cuore del Pilastro. Il tragitto ha attraversato via Larga, via Sighinolfi e via Frati, fino a tornare in via Casini e concludersi nuovamente alla Biblioteca Spina. Sulle barriere metalliche che proteggono il cantiere, i manifestanti hanno affisso alcuni cartelli in sostegno della protesta. E spunta anche un sasso. “Il Pilastro non si tocca. Sì a spazi verdi, servizi e partecipazione. No al MuBa”, si legge su un cartello. E poi: “Bologna insostenibile. Lepore, motoseghe e manganelli”, con tanto di cartonato del sindaco con una motosega in mano. “La comunità non si può estirpare”, c’è scritto su un altro.
MuBasta: "Chiediamo dialogo, ma hanno militarizzato il quartiere”
“È stata una camminata di pace nel quartiere – dice Laura Pasotti, portavoce MuBasta –. Abbiamo deciso di scendere in strada per rispondere con la solidarietà alle non risposte dell’amministrazione Lepore. Da oltre un mese chiediamo di dialogare con la giunta, che ha imposto questo progetto. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta, anzi hanno scelto di militarizzare il quartiere”. Così “la comunità si è unita per difendere il parco – continua Pasotti –. A Lepore chiediamo di non fare il progetto in quest’area verde residenziale, perché è il fulcro della socialità di persone di tutte le età. La nostra è stata una manifestazione, molto più partecipata di quella del sì. Perché è una battaglia che riguarda tutti, non solo il Pilastro”.
Poi durante il corteo: “La giunta fa i propri interessi sulle spalle delle persone. Vogliono toglierci il nostro unico polmone verde”, attaccano gli attivisti. Presente anche il candidato sindaco Giovanni Favia. Sui social, invece, BoloResiste ha scritto: “Ricordiamoci che il primo cantiere non è stato abbattuto a parole, ma coi corpi – affermano –. Per difendere il parco compagni di tutte le età, ma soprattutto giovani, sono stati arrestati”.
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