Vuelle Andrew Smith è pronto al debutto
Andrew Smith, classe ’92, ha il passaporto lettone per via della nonna
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"Entrando in questa squadra si sente subito che ha un’identità precisa e attorno ad essa percepisco un grande entusiasmo. Sono felice di essere stato scelto e di ritrovare coach Spiro Leka, per il quale ho sempre sperato di poter giocare di nuovo".
Così, dimostrando di aver capito subito molto dell’ambiente, si è presentato ieri Andrew Smith, sorridente ed in gran forma, nella sala stampa del palas, poco prima del suo secondo allenamento con la Vuelle. Ma le idee erano già chiare all’interno dello staff tecnico: domani sera sarà lui a debuttare con la maglia n.11, lasciando che Miniotas ritrovi il passo giusto con calma, per non rischiare quello che è successo a De Laurentiis, una recidiva che oggi sarebbe pericolosissima, "soprattutto se la Vuelle dovesse allungare la sua stagione ai playofff" fa notare il ds Egidio, al suo fianco. "Ma - aggiunge subito dopo il dirigente biancorosso - l’obiettivo di tutti è salire, chi pensa che la società non voglia andar su, perché questo sento dire in giro, si sbaglia di grosso: tutti sognamo lo stesso traguardo".
Il nuovo arrivato, per fortuna, non comprende tutto ciò che viene precisato in una conferenza stampa che ha avuto una lunga coda dopo la sua presentazion, proprio per chiarire le dichiarazioni dello stesso diesse che nel dopo-partita con la Fortitudo avevano lasciato dubbi nella tifoseria. Smith, che aveva giocato per Leka a Ferrara nel 2022/23, sottolinea come "anche in quell’occasione con un budget limitato avevamo reso più di quanto sperato". Poi illustra le sue caratteristiche: "Non mi considero un centro puro, sono cresciuto come un n.4 grazie al mio dinamismo, seguendo la scia del basket moderno che richiede ai lunghi di essere più rapidi e saper colpire anche da fuori. In ogni caso posso giocare anche da pivot, l’ho già fatto a Ferrara, quando con Campani giocavo da 5 in attacco e marcavo i 4 in difesa. Se dovessi quindi più avanti giocare di fianco a Miniotas - a domanda risponde - non credo ci sarebbero problemi a trovare il giusto incastro".
Il caso lo mette di fronte proprio alla sua ex squadra, l’ultima nella quale ha militato, sostituendo Justin Johnson a gettone, rientrato poi il 28 dicembre proprio contro la Vuelle nella vittoria casalinga dei gialloblù. Potrebbe quindi dare preziosi suggerimenti al suo coach per aiutarlo a sconfiggere quella che è, finora, la bestia nera stagionale, dato che ha battuto la Vuelle anche in semifinale di Coppa Italia: "Non credo abbiano bisogno di me per scoutizzare Verona, stiamo parlando di uno staff di alto livello, ma - sorride Smith - se posso passargli delle informazioni utili lo farò. In realtà, quando ho giocato a Verona c’era un altro coach in panchina e non era ancora arrivato Andrea Loro, quindi sono parecchio cambiati come modo di giocare da quando c’è Ramagli. E giocano davvero bene ora". Andrew, che ha il passaporto della Lettonia per via della nonna, è noto anche col suo nome lettone di Endru David Smits ma è comunque americano, essendo nato in Florida nel ’92. College alla Liberty University, università cristiana evangelica battista, le esperienze europee più esaltanti le ha vissute in Olanda (dove ha vinto campionato, coppa e supercoppa nazionale) e Germania, dove ha colto la promozione nella massima serie. Fare il bis non sarebbe male.
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