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Attilio Franzini ucciso dal treno: per la morte dell’operaio 3 richieste di patteggiamento

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01.04.2026

Attilio Franzini rimase ucciso a 47 anni mentre stava lavorando sui binari a San Giorgio di Piano, la notte del 4 ottobre 2024

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San Giorgio di Piano (Bologna), 1 aprile 2026 – Attilio Franzini rimase ucciso a 47 anni mentre stava lavorando sui binari, la notte del 4 ottobre 2024. Il pm Luca Venturi aveva chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo per quattro persone e stamattina si è tenuta l’udienza davanti al gup Claudio Paris: in tre hanno chiesto di patteggiare la pena, che sarà determinata nell’udienza fissata per il 5 giugno alle 9.30, un’altra persona sarà invece processata con rito abbreviato condizionato all’audizione di un testimone, sempre il 5 giugno.

L’operaio della ditta Salcef intorno alle 4.30 del 4 ottobre 2024 fu travolto da un treno a San Giorgio di Piano mentre lavorava assieme ad altri quindici colleghi.

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Chi sono i 4 imputati per la morte di Franzini

I quattro imputati sono il direttore del cantiere e dirigente della sicurezza della Salcef, il capo cantiere, il tecnico di Rfi incaricato della protezione del cantiere e la coordinatrice della sicurezza di Rfi in relazione ai lavori appaltati alla Salcef. Quest’ultima è l’unica dei quattro che ha chiesto e ottenuto di essere processata con rito abbreviato condizionato all’audizione di un testimone. “Il pm – spiega l’avvocato Gabriele Bordoni, che assiste l’imputata – si è riservato di indicare a propria volta un testimone a prova contraria”, aggiungendo che nell’udienza del 5 giugno potrebbe anche essere emessa la sentenza. Da parte sua, Elisabetta D’Errico, legale del capocantiere, fa sapere che i famigliari di Franzini sono stati risarciti da Salcef e Rfi, motivo per cui non si sono costituiti parte civile.

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Il sindacato Cgil parte civile

Sarà invece parte civile al processo la Cgil, che nel darne notizia afferma che “si tratta di un passaggio importante per affermare il diritto alla verità e alla giustizia e per ribadire la centralità della sicurezza sul lavoro”, non nascondendo, però, “l’amarezza nel constatare che il processo, allo stato attuale, non ha coinvolto figure apicali, elemento che solleva interrogativi rilevanti rispetto alla completa ricostruzione delle responsabilità”. Stando a quanto raccolto dagli investigatori, la notte in cui Franzini fu travolto e ucciso dal treno, sarebbe stato dato il via libera alla riapertura del traffico ferroviario circa un quarto d’ora prima dell’orario previsto, senza avvisare i lavoratori.

Oltre a questo, la Procura contesta altre condotte ritenute negligenti e imprudenti, ritenendo, ad esempio, che fossero state predisposte in maniera inadeguata le indicazioni sugli accessi e la viabilità del cantiere, limitandosi a richiamare misure di prevenzione generiche.

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© il Resto del Carlino