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Modena È una sconfitta da mangiarsi le mani

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19.04.2026

I gialli contro il Frosinone fanno incetta di occasioni sprecate. Massolin illude poi Ghedjemis la ribalta. E la Juve Stabia si avvicina

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Ci sono sconfitte che fanno male, e quella con il Frosinone è sicuramente una di queste, tra le più immeritate che il vostro cronista ricordi. Ma allo stesso tempo l’adagio che recita che chi sbaglia alla fine paga, nella vita come nel calcio, è diventato il manifesto di una gara, quella del Modena, allo stesso tempo coraggiosa e maledettamente piena di rimpianti. Sì, perchè i gialloblù (che vedono avvicinarsi la Juve Stabia in classifica, ora a meno tre), pur al cospetto di una squadra che è stata senza dubbio la migliore vista al ’Braglia’ in questa stagione, possono senz’altro recriminare su un numero incredibile di occasioni. Il calcio non è il pugilato e non puoi vincere ai punti, e alla fine sono restati solo acidità di stomaco e vuoti complimenti.

Sì, perchè se sbagli contro una squadra che in trentaquattro giornate non solo aveva perso solo tre volte, ma andava in rete da ventitre gare consecutive, alla fine arriva puntuale il conto. In una giornata in cui c’è stato il primo caldo stagionale, la truppa di Sottil, pur in debito di uomini (nella rifinitura era andato out anche Zampano) e di energie, trovava comunque la forza per contrastare efficacemente un Frosinone venuto a Modena con il preciso intento di vincere per non farsi staccare in classifica dal Monza. Alla fine il progetto ciociaro è stato realizzato, ribaltando nella ripresa la perla di Massolin a fine primo tempo, ma il tutto non ha reso giustizia a un Modena che avrebbe meritato almeno il pareggio, se non qualcosa di più. Basti pensare alle due clamorose occasioni sprecate da Zanimacchia prima del riposo, che avrebbero consentito un doppio vantaggio all’intervallo, ed altre dopo che uno scatenato Ghedjemis, giocatore che andrà certamente a calcare presto ben altri palcoscenici, aveva trovato un uno-due micidiale nel giro di poco meno di dieci minuti.

La gara nel suo complesso ha avuto il canovaccio che ci si aspettava, con il palleggio alto degli ospiti che però concedevano ampi spazi alle ripartenze: un tema tattico che il Modena aveva sì l’abilità di sfruttare procurandosi palle gol, ma non quella di trasformarle alle spalle di Palmisani. Sottil, che aveva già ridisegnato la squadra all’intervallo inserendo la vivacità di Wiafe in luogo di un accademico Pyythia, giocava alla fine anche la carta Colpo, il classe 2008 che era alla sua seconda convocazione. E ci stava anche per scappare la favola con il lieto fine, visto che il ragazzino riusciva a centrare la porta su un assist acrobatico di Mendes, ma l’urlo era strozzato in gola dalla bandierina dell’assistente, che rilevava come il portoghese avesse buttato in mezzo la sfera quando era uscita, anche se di poco. Finiva così, tra il rammarico dei gialli e l’esagerato trionfalismo di Alvini in sala stampa nel dopo gara. A volte bisognerebbe anche saper vincere...

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