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L'analisi/Iran, il regime agli sgoccioli

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Sono due giorni che l’Iran si è chiuso ad ogni occhio esterno. Bloccate tutte le comunicazioni, inclusa Internet, serrate le frontiere, nessun accesso a giornalisti o osservatori stranieri. Il regime vuole agire al coperto, per tentar di schiacciare quella che è forse la più imponente protesta popolare contro il governo sin dalla rivoluzione khomeinista del 1979, che si è estesa ormai ad ogni angolo del paese.

Gli arrestati, tutti passibili della pena di morte, sarebbero già più di 2.300, ma le notizie che filtrano attraverso il blocco parlano di centinaia di morti e di feriti gravi dovuti all’uso delle armi da fuoco contro i manifestanti, specie da parte dei Guardiani della Rivoluzione, i miliziani Pasdaran. Si contano anche alcuni morti tra le forze governative. Sia il Presidente, Masud Pezeshkian, che la Guida Suprema ed effettivo capo dello stato, l’ayatollah Ali Khamenei, hanno annunciato una durissima repressione, accusando i manifestanti di fare gli interessi degli Usa e di Israele.

In realtà le ragioni della rivolta sono molteplici, ma quello che ha dato il via è stata la serrata di un gran numero di bazar, perché i commercianti non riuscivano più a rifornirsi di merce a........

© Il Messaggero