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L'editoriale/ Demagogia, fiducia e i fuochi d'artificio di Trump

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18.01.2026

C’è una cartolina tedesca di un po’ di anni fa che raffigura un gatto che cammina soddisfatto: “Senza speranza non si prendono topi” è la battuta del vignettista di una Germania locomotiva d’Europa che non è quella della recessione dei giorni nostri. Quella cartolina vale per l’Italia di oggi: se vogliamo che il bicchiere sia tutto pieno e non solo a metà, anche quello mezzo vuoto va progettato e concepito come mezzo pieno, altrimenti non lo riempiremo mai. Può sembrare strano richiamare questa immagine in un momento difficile come quello attuale quando il mondo oscilla tra i fuochi d’artificio del pirotecnico Trump sulla Groenlandia che sfidano ancora l’Europa, i drammi che vivono popoli come quello iraniano e ucraino e la questione irrisolta di Gaza che non riesce a trasformare la tregua in una stabilizzazione di pace accettabile.
Eppure, nella piena consapevolezza della gravità della situazione e dell’esigenza di una risposta dell’Europa all’altezza della grande sfida globale, ci sentiamo in dovere di segnalare all’attenzione di tutti la sfida specifica che si deve lanciare al Paese nel suo complesso. Una sfida di fiducia senza la quale un sistema non sta in piedi. Che non riguarda più solo il governo e le opposizioni, ma tutti. Perché senza fiducia non si fanno gli investimenti, non si crea lavoro e non si recupera potere d’acquisto. Bisogna uscire dal terrore della fine del mondo se si vuole che il mondo vada avanti.
L’alternativa, sia chiaro, è il caos globale. Ecco perché bisogna liberarsi dal maleficio italiano di non darsi mai una prospettiva e di lacerarsi in una stabilità pessimistica in........

© Il Messaggero