menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Omicidio Bozzoli, ecco perché l’operaio Oscar Maggi è stato assolto: le motivazioni che smontano il “test del maialino”

14 16
23.02.2026

Oscar Maggi, operaio all'epoca dell'omicidio alla fonderia, durante un'udienza del processo per il quale era accusato di concorso in omicidio

Articolo: Omicidio Bozzoli, assolto l’addetto ai forni Oscar Maggi. Aveva riattivato l’impianto dopo la fumata anomala

Articolo: Delitto Mario Bozzoli, la Cassazione deve decidere sull’ergastolo al nipote Giacomo

Articolo: Omicidio Bozzoli a Marcheno, chiesti 30 anni per Oscar Maggi addetto ai forni della fonderia

Articolo: Zio bruciato nella fonderia di famiglia: la Corte europea dei diritti dell'uomo accoglie il ricorso di Giacomo Bozzoli

Brescia, 23 febbraio 2026 – "Anziché di ragionevole dubbio sulla colpevolezza di Maggi sembra più corretto parlare di ragionevole certezza sulla sua innocenza". Così si esprime il gup di Brescia, Stefano Franchioni, nelle 118 pagine di motivazioni – rese pubbliche oggi – con cui lo scorso 17 dicembre ha assolto Oscar Maggi dall'accusa di concorso nell'omicidio di Mario Bozzoli. Il fulcro della decisione è la demolizione della cosiddetta "ipotesi del forno", considerata il principale cardine dell'impianto accusatorio, e che due anni fa aveva portato alla condanna all'ergastolo in via definitiva di Giacomo Bozzoli, nipote dell'imprenditore bresciano svanito nel nulla l'otto ottobre 2015.  

Il test del maialino 

L'esperimento giudiziale che era stato fatto nel processo Bozzoli di primo grado – con un maialino di 13 chili già morto adagiato in un forno da fonderia il 27 aprile 2022 – scrive il giudice, è stato condotto in "una situazione di fatto difforme" rispetto a quella dell'8 ottobre 2015, quando nel forno grande era "in pieno svolgimento un processo di colata", con condizioni "chimico-fisiche e dinamiche radicalmente differenti" rispetto a un bagno statico di metallo fuso.  

Omicidio di Marcheno, Giacomo Bozzoli condannato all’ergastolo: le motivazioni della sentenza in Cassazione

Oscar Maggi era stato assolto lo scorso 17 dicembre. All'epoca dei fatti operaio della fonderia di Marcheno è l'uomo che riattivò i filtri del forno dopo la fumata anomala, che per gli inquirenti aveva rappresentato il momento in cui Mario Bozzoli era stato gettato nel forno della fonderia di famiglia, l'8 ottobre 2015 secondo quanto ricostruito dalle indagini. Per Maggi, assente in aula, il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 30 anni. La difesa aveva invece sostenuto che Maggi al momento dell'omicidio non era presente nella zona dei forni. Per l'omicidio dell'imprenditore bresciano è già stato condannato il 21 ottobre 2024 Giacomo Bozzoli, nipote della vittima, che sta scontando in carcere la condanna in via definitiva all'ergastolo. 

Lo scorso dicembre le reazioni sia dell’imputato, Oscar Maggi, sia della sua legale erano state improntate da grande soddisfazione: “Abbiamo sempre creduto all'assoluzione – era stato il commento dell’avvocatessa Vera Cantoni – anche perché avevamo studiato molto bene gli atti e non avevamo intravisto epilogo diverso”. "Ho patito – aveva aggiunto Oscar Maggi a verdetto appena emesso – con la mia famiglia, dieci anni di pregiudizio che mi hanno fatto vivere nel dolore”.

© Riproduzione riservata


© Il Giorno