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Due morti ammazzati, notte di sangue al tempio sikh. Il testimone: “Conosco il killer”. E’ caccia all’uomo

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Due le vittime sono Rajinder Singh, 47 anni di Covo, ex presidente del centro, e Gurmit Singh, 48 anni, di Agnadello (Cremona).

Per approfondire:

Articolo: Sparatoria nella notte a Covo, uccisi due uomini fuori dal tempio Sikh: “Il killer si è inginocchiato e poi ha sparato”Articolo: Sesto San Giovanni, ventenne accoltellato in via Gioberti: si cerca l’aggressoreArticolo: Omicidio di Taleggio, lo straniero arrestato tradito dai tabulati telefonici della vittima

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Covo  (Bergamo), 19 aprile 2026 –  Sul selciato del piazzale antistante il tempio sikh ’Gurdwara Mata Sahib Kaur Ji’ di via Campo Rampino, all’altezza del civico 382, nella zona industriale di Covo, paese della Bassa Bergamasca, ci sono ancora i segni della sparatoria avvenuta venerdì, poco prima della mezzanotte. In quel tempio (un capannone riadattato) si raduna in preghiera la comunità indiana. Qui sono stati freddati a colpi di pistola Rajinder Singh, 47 anni di Covo, 3 figli, ed ex presidente del centro e proprietario della rivendita dei generi alimentari del tempio; e Gurmit Singh, 48 anni, di Agnadello, nel Cremonese.

Il luogo dove i due uomini di nazionalità indiana sono stati uccisi a colpi di pistola la notte scorsa nella zona industriale di Covo, in provincia di Bergamo

L’agguato e la sparatoria

Prima l’agguato, poi la raffica di colpi esplosi e indirizzati verso le due vittime mentre stavano uscendo dal tempio: almeno una decina i bossoli raccolti, ma quelli sparati potrebbero essere molti di più. Lavoro per i carabinieri della Scientifica, con i colleghi del Nucleo investigativo di Bergamo e quelli della Compagnia di Treviglio, coordinati dal pm Magnolo. Da ricostruire esatta dinamica e movente che potrebbe essere collegato a motivi interni alla comunità.

Una mano alle indagini potrebbe arrivare dalla visione delle immagini delle telecamere presenti nel capannone che potrebbero aver ripreso tutta la scena, sequenza dopo sequenza.

I testimoni

Oltre, naturalmente, alle testimonianze. E uno di loro, un cittadino indiano che frequenta il tempio, ieri mattina ha raccontato: “C’era tanta gente ieri sera (venerdì ndr) al tempio, stavamo preparando la festa di Vaisakhi, una delle ricorrenze più sentite della comunità, per la nascita della religione sikh. È arrivato un indiano di Antegnate (sui 40 anni) uno che frequenta a sua volta il tempio, tutte le domeniche viene qui. Ha sparato non solo alle vittime, anche un’altra persona è stata sfiorata”. Una indicazione su cui starebbero lavorando gli investigatori impegnati alla ricerca dell’autore del duplice omicidio, che potrebbe avere le ore contate.

La ricostruzione

Secondo una prima ricostruzione, l’aggressore sarebbe arrivato a bordo di una Bmw raggiungendo il capannone. A questo punto, dalle prime informazioni raccolte, si sarebbe inginocchiato, come a voler pregare, si è alzato, è tornato indietro, ha estratto la pistola e ha fatto fuoco all’indirizzo delle vittime, prima di darsi alla fuga insieme ad altri soggetti, a bordo di altre automobili.

Il sindaco di Covo

Appresa la notizia della sparatoria, il sindaco di Covo, Andrea Capelletti è rimasto senza parole. Non era mai accaduto prima un fatto di sangue all’interno della locale comunità indiana. “Sono senza parole per quanto è successo – ha affermato – finora con la comunità indiana non c’era mai alcun problema, è ben integrata ed è sempre stata molto pacifica. Siamo tutti sconvolti”. Ieri si sarebbe dovuta tenere la cerimonia festività più importante del calendario Sikh, celebrata il 13 o 14 aprile, che segna il capodanno punjabi, la festa del raccolto e la nascita del Khalsa nel 1699. Tutto è stato ovviamente annullato.

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