Andrea Minuz e la politica nella cultura: “La supremazia di sinistra è un fatto, ma il presente rifiuta egemonie”
Il professore Andrea Minuz presenterà il suo libro in libreria Rizzoli
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SeguiciMilano, 3 maggio 2026 – Povero Gramsci: stracitato, frainteso, piratato. A conferma del difficile rapporto del Paese con un certo spirito intellettuale. O quel che ne rimane.
Come indaga con molta ironia il giornalista (e professore) Andrea Minuz in ‘Egemonia senza cultura’ appena uscito per Silvio Berlusconi Editore. Sottotitolo: storia sentimentale di un’ossessione italiana. Spunto teorico classico. Ma lettura ultracontemporanea. A cogliere l’anacronismo del modello. E nel frattempo punzecchiare un po’ tutti. A destra e a sinistra. Venerdì 8 alle 18.30 la presentazione del libro, alla Rizzoli in Galleria.
Minuz, come possiamo sintetizzare il saggio?
“È un modo leggero e ironico di raccontare la difficoltà in Italia ad avere un rapporto più spensierato con la cultura, che invece non riesce a liberarsi dai suoi legami politici. Una relazione che qui diventa particolarmente nefasta e patologica, anche perché buona parte della gestione culturale dipende dallo Stato”.
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