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Il grande equivoco del sovranismo applicato all'impero americano

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22.06.2026

Il sovranismo è una questione di misure, di rose e pistole, e qualche volta di quanti neuroni sani ti restano nella testa. C'è una differenza tra Juan Miranda che difende il proprio villaggio e la dottrina di Donald Trump (foto). Tutti e due dicono di battersi per la terra, solo che il primo è il peón messicano di Giù la testa, quello con la faccia sudata e furba di Rod Steiger, l'amico di Sean l'irlandese, l'altro è il capo di un impero e il suo sovranismo ha confini troppo grandi per non risultare minaccioso.

Il sovranismo americano comincia sempre così, dal punto di vista sbagliato. Lo raccontano come la rivolta dei piccoli contro i grandi, del contadino contro il Leviatano astratto di Bruxelles e di Davos, e all'inizio era perfino vero. C'era già nel Discorso d'addio di George Washington, che ammoniva i posteri a non legarsi in alleanze permanenti. C'era nel 1919, quando il Senato seppellì la Società delle Nazioni e con essa Wilson. C'era nell'America First di Lindbergh, isolazionista fino al giorno prima di Pearl Harbor, e c'era, molto più vicino, in quel Pat Buchanan che nel........

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