Ammaniti e la mostruosa fatica di diventare grandi. Nilo ha tredici anni
In "Il custode" lo scrittore mostra il lato opposto della paura, quella di un ragazzino immerso in una Sicilia rurale tanto agreste e ottocentesca, quasi da Rosso Malpelo, quanto ultra contemporane
Nulla può far più paura dell’amore, per quanto possa appare un capovolgimento di senso è da qui che prende avvio l’ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti. Tre anni dopo "La vita intima", Ammaniti si muove in parte ancora sul medesimo terreno con "Il custode" (Einaudi Stile Libero) mostrando il lato opposto della paura, quella di un ragazzino immerso in una Sicilia rurale tanto agreste e ottocentesca, quasi da Rosso Malpelo, quanto ultra contemporanea.
Come sempre nella sua letteratura Ammaniti si muove all’interno di una dualità, che ha il sapore simbolico della favola letteraria e di una declinazione contemporanea di Pinocchio come del gioco inteso come gaming dentro al quale o si passa al livello superiore e alla sue maggiori difficoltà oppure si muore, non ci sono altre possibilità.........
