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Noi italiani ci siamo ridotti a sputare sul lusso che ci ha reso grandi

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27.09.2018

Il nostro paese è un controsenso vivente: siamo (o ci illudiamo ancora di essere) la patria della “dolce vita”, ma negli ultimi decenni abbiamo sviluppato e metabolizzato un francescanesimo avvilente, che ci spinge a sputare su qualsiasi forma di lusso o di bel vivere che si profila all’orizzonte. E io, purtroppo per me, sono la dimostrazione in carne e ossa di questa terribile deriva.

In questi giorni, infatti, l’Agenzia delle entrate mi sta sottoponendo a un accertamento fiscale. Intendiamoci, niente di grave o illegittimo di per sé: se devo qualcosa allo stato, pagherò quello che mi tocca pagare, come è giusto che sia. A deprimermi non è la multa (che di certo arriverà) ma le ragioni di questo accertamento: nel 2014 avevo dichiarato come voce di spesa detraibile tutto quello che avevo speso in vestiti usati in vari programmi e apparizioni televisive. In poche parole, si trattava niente più niente meno che di abiti di scena, vitali per il mio personaggio come lo sono i conigli e le colombe per un prestigiatore o le........

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