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Notte di proteste in tutto il Paese. L’ayatollah Khamenei parla alla nazione e attacca Trump: «Non tollereremo collaboratori stranieri»

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09.01.2026

Fiumi di persone che inondano le strade di Teheran e di molte altre città iraniane, le motociclette dei paramilitari Basij che bruciano sulle strade della capitale persiana, le statue del generale Soleimani che vengono abbattute dai manifestanti, le bandiere della Repubblica islamica ammainate e poi stracciate dalla folla, le fiamme che divorano la sede della radio e della televisione di Stato a Isfahan, ragazze con i capelli al vento che si accendono una sigaretta usando l’effige in fiamme dell’Ayatollah Khamenei.

Queste sono alcune delle immagini delle proteste che da ormai quattordici giorni stanno scuotendo l’Iran. Partite dal Gran Bazar di Teheran si sono presto diffuse nel resto del Paese, le mappe redatte dall’Institute for the study of war, che sta monitorando le proteste, mostrano come la regione di Teheran e quasi l’interezza dell’ovest e del nordest dell’Iran siano in rivolta, tanto da costringere il governo a bloccare la connessione internet, le comunicazioni e le trasmissioni in tutto il Paese, con l’eccezione della televisione di Stato.

L’organizzazione di monitoraggio di internet Netblocks ha segnalato che l’accesso a internet in Iran è stato bloccato a partire dalla serata di giovedì. Inoltre, per impedire l’aggiramento del blocco tramite l’utilizzo dei servizi Starlink, il governo iraniano starebbe utilizzando dei jammer satellitari, strumenti in grado di bloccare il segnale internet proveniente........

© Il Dubbio