L’idea di democrazia è da qualche tempo messa in discussione. Non è intesa più come rapporto dialettico: al contrario, l’avversario politico è diventato un nemico
In Al di là del bene e del male Friedrich Nietzsche afferma: «Quando si è presa la decisione di chiudere le orecchie anche al migliore degli argomenti in contrario, si ha un segno del forte carattere. Dunque un’eventuale volontà di stupidità». Il rifiuto di “ascoltare” o di “sentire” le ragioni dell’altro, in favore di slogan ad effetto fino alla volgarità estetica pur di affermare la propria forza egemone sia economica che (pseudo) culturale, contraddice la pratica di buon governo ed è la cifra di quella stupidità.
La classe politica mondiale ci mette al cospetto quotidianamente di minacce verbali, contumelie, discrediti anche gratuiti dell’avversario al quale non si è in grado di replicare con argomenti di contenuto, di sostanza, costruttivi. Il dibattito (o logomachia) è ad personam piuttosto che ad rem, e questo carattere della (falsa) “dialettica” produce un risultato sotto gli occhi di tutti: la disaffezione per la politica, l’arretramento rispetto al diritto-dovere di partecipare al voto, al cui rito formale e inutile l’opinione pubblica ritiene essersi ridotta la democrazia. U
n grande difensore della libertà come Norberto Bobbio in uno dei saggi più importanti della sua immensa produzione (Politica e cultura, ed. Einaudi) all’interno delle pagine Invito al colloquio ricorda il pensiero di Antonio Gramsci delle "Lettere dal carcere":........





















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