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Industria culturale in Umbria: spettacoli ovunque ma calano ricchezza e addetti ai lavori. Le due facce di una stessa medaglia

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23.05.2026

23 Maggio 2026, 16:46

Due facce opposte di una stessa medaglia. La più luminosa, da un lato, restituisce l’immagine di una regione prima in Italia per densità di spettacoli rispetto alla popolazione, con 79 eventi ogni mille abitanti contro una media nazionale di 57. Dall’altro, il lato più oscuro, mostra un’industria culturale fragile, in cui calano ricchezza e occupazione. È questa la cruda realtà che emerge dall’indagine condotta dalla Camera di commercio dell’Umbria, secondo cui in Umbria “non basta fare cultura” – ha sottolineato il presidente Giorgio Mencaroni – ma occorre farla dialogare con il digitale, con i servizi avanzati, con le nuove professioni creative. È qui che si gioca il futuro della nostra competitività".

Affermazioni che prendono forma da un’analisi dei dati che mette a confronto le edizioni dal 2019 al 2024 del Rapporto “Io sono Cultura”, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte. Da questo studio emerge che tra il 2019 e il 2024 il valore aggiunto reale del Sistema produttivo culturale e creativo dell’Umbria (Spcc) è diminuito del 10,4%, mentre l’Italia è cresciuta del 6,3% e il Centro della Penisola........

© Il Corriere dell'Umbria