Sconti finiti per i carburanti, i prezzi rimbalzano anche se il greggio scende. Le associazioni dei consumatori esasperate
07 Luglio 2026, 04:51
Il prezzo del petrolio è tornato quasi ai livelli precedenti alla crisi internazionale, ma gli automobilisti continuano a fare i conti con un pieno ben più caro. E con la fine del taglio temporaneo delle accise, scattata sabato, benzina e gasolio hanno subito ripreso a salire. E’ il doppio paradosso che riaccende il dibattito sul costo dei carburanti: mentre il Brent, complice la riapertura dello Stretto di Hormuz e il progressivo allentamento delle tensioni in Medio Oriente, è tornato a oscillare tra i 70 e i 72 dollari al barile, praticamente gli stessi valori registrati prima dell'escalation geopolitica, alla pompa il ritorno ai prezzi di partenza non si è mai concretizzato.
Umbria sempre più isolata: caos treni, strade e voli. Giù nella classifica trasporti
La discesa dei listini, iniziata intorno al 10 giugno si è arrestata proprio quando il greggio aveva ormai recuperato gran parte del terreno perso. Poi lo stop alle agevolazioni fiscali ha invertito nuovamente la tendenza. Una dinamica che alimenta le proteste delle associazioni dei consumatori e rilancia una domanda semplice: perché gli aumenti del petrolio vengono trasferiti quasi immediatamente ai distributori, mentre i ribassi sembrano fermarsi lungo la strada?Prima di cercare responsabilità, però, gli operatori del settore invitano a sgomberare il campo da un equivoco. “Scaricare sui benzinai colpe che non hanno è ingiusto e fuorviante. Siamo l’anello più debole della filiera”, ribadisce ancora una volta Giulio Guglielmi, presidente di Figisc Confcommercio Umbria. Il gestore, infatti, non decide il prezzo esposto sul cartellone: nella quasi totalità degli impianti convenzionati il listino viene fissato dalla........
