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Il Venezuela non è un narco-Stato, ma un territorio di transito della droga sudamericana

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04.01.2026

Il ruolo del Venezuela nella geopolitica del narcotraffico internazionale è quello di fungere da territorio di transito per la droga dei cartelli messicani e colombiani. Grazie alla sua posizione geografica strategica, rappresenta un ponte naturale tra i paesi produttori di sostanze stupefacenti in Sud America e i mercati di consumo situati in Nord America ed Europa.

Il Venezuela ha una sua funzione strumentale nelle rotte del traffico internazionale di stupefacenti. Le denunce che riguardano il coinvolgimento di figure politiche, militari e imprenditoriali nel noto "Cartel de los Soles" mettono in luce una presunta partecipazione di alti funzionari statali nel facilitare e proteggere le operazioni illegali legate al traffico di droga. Questa rete di complicità in realtà alimenta una spirale in cui il crimine organizzato colombiano e messicano prospera senza rilevanti ostacoli. Non ci troviamo, tuttavia, di fronte a un Paese produttore di droga e nemmeno all'esistenza di pericolose organizzazioni criminali autoctone.

Le conseguenze del narcotraffico, che si ripercuotono sulla scena internazionale, però, a volte contribuiscono strumentalmente ad aggravare le tensioni diplomatiche tra il Venezuela e altri Stati, in primis, gli Stati Uniti. L’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), Europol e Interpol, tuttavia, non hanno mai classificato il Venezuela come un narco-Stato, poiché non è un Paese produttore di coca, come avviene per Messico, Colombia, Perù e Bolivia. Non esistono, inoltre, prove ufficiali che dimostrino come lo Stato venezuelano gestisca direttamente il narcotraffico. I flussi di cocaina colombiana, diretti verso l’Europa e la zona........

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