La rivoluzione del Salento che riscrive il futuro del vino
C’era un tempo, non troppo lontano, in cui nelle case del Mezzogiorno risuonava un ammonimento che sapeva di condanna: “Studia, altrimenti andrai a lavorare in campagna!”. La terra era percepita come fatica cieca, come l’ultima spiaggia di chi non aveva voluto o potuto studiare.
Oggi, nel cuore del Salento, quel paradigma è stato ribaltato, diventando il manifesto di una riscossa senza precedenti, che recita così: “Studia, così andrai a lavorare in campagna!”.
Mercoledì 17 dicembre è stato scritto un nuovo capitolo della storia vitivinicola salentina presso l’Istituto Tecnico “Nicola Valzani” di San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi. L’attivazione del nuovo indirizzo di studi in Agrario, Agroalimentare e Agroindustria con articolazione in Viticoltura ed Enologia fa della scuola il baricentro di un sistema di formazione pubblica particolarmente virtuoso.
L’accordo di rete, denominato “Messapia Wine Labs”, testimonia una coesione di intenti raramente riscontrabile altrove: le più importanti aziende vitivinicole salentine – nomi che firmano etichette premiate a Londra, Neustadt e Hong Kong, come Cantine Due Palme, Tenute Rubino, Paolo Leo, Cantina Sampietrana, Incantalupi, Feudi di Guagnano, Cantina San Donaci, solo per citare una esigua rappresentanza – si sono riunite, mettendo da parte qualsivoglia rivalità, insieme alle numerose amministrazioni locali dei bacini provinciali di Brindisi e Lecce, all’Università del Salento, alle organizzazioni di categoria e ai consorzi di settore, intorno all’ente scolastico capofila.
L’obiettivo? Formare i giovani per farne i professionisti della viticoltura, in grado di conoscere e monitorare i vigneti tramite sensori IoT (Internet of Things), di padroneggiare l’idroponica, di governare droni e di gestire l’intelligenza artificiale applicata alle colture, di verificare le caratteristiche fitosanitarie, microbiologiche, enochimiche ed organolettiche dei vini, di accertare la qualità della filiera produttiva, di curare comunicazione e marketing del prodotto vitivinicolo e di incentivare l’enoturismo, con un’attenzione particolare alla conoscenza delle specificità del territorio e alla sostenibilità, alle energie rinnovabili e all’efficientamento energetico.
Per decenni, il Salento è stato il serbatoio enologico d’Europa: uve di straordinaria qualità partivano verso il Nord per dare forza e colore a vini che avrebbero portato altri nomi ed etichette altisonanti. Era l’epoca dell’ignoranza e dello sfruttamento, dei cosiddetti “vini da taglio”, durante la quale il........
