Trump live from Mar-a-Lago. Lo Stato trasferito in un resort
La storia si fa nei resort. Da Sharm El Sheik dove furono firmati gli accordi per una pace che non c’è a Gaza ai saloni di Mar a Lago in Florida da dove è stata monitorata l’irruzione americana a Caracas. Le sedi istituzionali sono il passato. Del resto la vera vittima di questo scorcio di presidenza Trump è lo stato, meglio l’idea che esista uno spazio pubblico come limite della potenza privata.
Per la prima volta un’operazione militare americana è stata condotta, seguita e annunciata dalla residenza privata al mare del presidente. Senza nessuna traccia di simboli o emblemi delle istituzioni. Ancora, a più di 24 ore dall’intervento. non si hanno echi né del Congresso, che non è stato minimamente coinvolto ne informato, e tanto meno delle opposizioni democratiche. Neanche gli snodi naturali del Pentagono o del Dipartimento di Stato sono entrati in scena. Solo i principali ospiti del resort, il proprietario Donald Trump, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Guerra Pete Hegseth, ricordano che si tratta di un’operazione del governo americano e non una vendetta di un cartello antagonista a quello che appoggiava Maduro.
Al confronto l’operazione Geronimo, nel 2011, che portò all’individuazione ed esecuzione di Osama Bin Laden, seguita con apprensione dalla situation room della Casa Bianca dall’allora presidente Barack Obama, che in diretta informò gli alleati e gli organismi parlamentari del paese, anche per l’omonimia del nome in codice, sembra risalire a Little Big Horn, con il generale George Custer accerchiato da Toro Seduto.
Non è folklore, né semiologia di risulta. Siamo dinanzi a un punto di non ritorno. Già il famoso assedio a Capitol Hill del 6 gennaio 2021, durante l’insediamento del presidente Joe Biden, demolì la sacralità della democrazia americana. Oggi viene seppellita ogni aura delle istituzioni che rimangono ormai come semplice orpello di un potere che non dipende dal mandato popolare ma dalla forza con cui viene esercitato. È questa un’idea precisa e non improvvisata di nuova costituency politica. Niccolò Machiavelli ci ricordava che i politici si giudicano “alle mani non agli occhi, Ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei”(Il Principe). Intendeva dai fatti concreti e non dalle intenzioni proclamate. Qui abbiamo una inedita identificazione fra fatti e intenzioni. La destra Maga, il secondo Trump per intenderci, non ha fatto mistero della sua mission: chiudere una volta per sempre l’ambiguità di un limite istituzionale al potere della ricchezza e del successo. Lo ha annunciato senza ipocrisie perché proprio su quella linea entrava in sintonia con un popolo rancoroso e frustrato che voleva liberarsi dalla dittatura del talento, delle elites naturali. Una strategia che è stata poi irrobustita e........
