Il Giappone inventa il rumore educato
Nei bagni pubblici giapponesi non è raro che, una volta chiusa la porta della toilette, parta un sottofondo sonoro: acqua che scorre, cinguettii, rumori di torrente. Non è una scelta decorativa, ma il risultato di dispositivi pensati per coprire i rumori prodotti durante l’uso del bagno.
Il sistema più diffuso è l’Otohime (“Principessa del Suono”), prodotto dalla Toto, azienda leader nel settore dei wc ad alta tecnologia. Il dispositivo si attiva con un pulsante o un sensore e riproduce un suono continuo che serve a mascherare quelli reali. La sua diffusione comincia negli anni Settanta, quando il problema principale non era l’imbarazzo in sé, ma lo spreco d’acqua.
All’epoca, per coprire i rumori, molte persone azionavano ripetutamente lo sciacquone. Durante una grave siccità a Tokyo, nel 1979, un’azienda locale lanciò il primo apparecchio elettronico per la copertura dei suoni, che venne poi sostenuto anche dalle autorità cittadine come misura di risparmio idrico. In seguito, altre aziende, tra le quali la Toto, svilupparono modelli più sofisticati.
Secondo un’indagine del quotidiano economico Nikkei, in assenza di questi dispositivi lo scarico veniva azionato in media 2,3 volte per utilizzo; con il sistema attivo, 1,5. La funzione di copertura sonora ha quindi avuto un effetto diretto anche sui consumi.
Nel tempo, i suoni utilizzati sono cambiati. I primi modelli riproducevano semplicemente il rumore dello sciacquone; quelli più recenti utilizzano registrazioni di corsi d’acqua reali. Tecnici della Toto hanno viaggiato in diverse regioni del Giappone per individuare il suono più adatto, testandolo con gruppi di utenti. Il rumore oggi in uso proviene da un ruscello dell’isola di Kyushu, la cui posizione non è stata resa pubblica, nonostante molti clienti lo richiedessero
Per molti anni questi dispositivi sono stati installati soprattutto nei bagni femminili. Negli ultimi anni, però, la loro presenza è aumentata anche nei bagni maschili, negli uffici e nei centri commerciali. L’azienda segnala una maggiore attenzione al tema da parte delle generazioni più giovani, indipendentemente dal genere. Nei bagni pubblici, soprattutto quelli molto silenziosi, il timore di attirare attenzione attraverso i rumori corporei è segnalato come una fonte di stress aggiuntiva. Toto ha condotto ricerche specifiche su queste difficoltà, rilevando come la componente acustica, oltre a........
