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Nel 2026 qualcosa dovrà cambiare

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Quella appena trascorsa è stata la settimana in cui è caduto il solstizio d’inverno. Sono i giorni più bui dell’anno, ma allo stesso tempo è lo spazio temporale in cui la luce comincia a riconquistare il proprio spazio, in una promessa di sole e caldo che avrà uno straordinario apice tra qualche mese. È uno spunto che la natura ci offre per comprendere il significato della ciclicità della vita e della storia, com’è quella delle stagioni e delle generazioni. Ed è in questa ciclicità che, insieme, abbiamo navigato in questo 2025, approdando con la chiglia delle nostre navi su lidi diversi, alla ricerca di obiettivi nuovi e vecchi, di alleanze passate e future.

Sono certa che ognuno di noi, in queste ore, stia redigendo il proprio bilancio personale dell’anno: guardando indietro, recuperando gli istanti più significativi di questi mesi, sorridendo ai traguardi raggiunti, agli impegni rinnovati, agli affetti consolidati, soffrendo per ciò che ha perso, ciò a cui ha rinunciato o che ha rimandato a buoni propositi per il nuovo anno.

Le pause, in genere, ci portano a riflettere, a mentalizzare tutto quello che ci sfugge o che evitiamo di affrontare quando siamo assorti dallo scorrere frenetico della vita quotidiana ma questi giorni ci invitano a fermarci, a guardare con gratitudine la strada percorsa e, al tempo stesso, a prepararci con rinnovata energia alla parte di cammino che ci attende. Perché, come ogni viaggio, anche il nostro richiede soste ma non conosce punti di arrivo: c’è sempre un nuovo orizzonte al quale volgere lo sguardo. 

"C'ho un casino esistenziale, chiuso dentro al Gulliver ma oramai siamo tutti d'accordo sia cosa normale". È una canzone di Diodato questa, che nel ritornello grida "vienimi a salvare, vienici a salvare", nella speranza, forse, che qualcuno raccolga il suo appello in mezzo al crollo di ogni sicurezza passata, raccontando con queste parole la condizione di "sospensione" nella quale molti di noi si sono ritrovati soprattutto negli ultimi anni. Ma è in una delle sue ultime interviste che descrive perfettamente questo stato d'animo "vedere le cose scorrere dalle mani e non riuscire ad afferrarle, sentirsi dietro a un vetro e non riuscire ad entrare in contatto col mondo". 

Per tutti quello che ci lasciamo alle spalle è stato, infatti, un anno intenso, segnato da giornate che ci lasciano un’eredità complessa e carica di sfide, in una stagione storica così complicata che solo l’amore può aiutarci ad affrontare, l’amore per........

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