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Rimuginare nell’era della digitopatia degli adulti

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14.02.2026

Ci indigniamo per gli adolescenti ipnotizzati dallo schermo, per i bambini consegnati troppo presto al regno dell’algoritmo, per le fragilità in fiore esposte alla tempesta dei like. E intanto ignoriamo l’elefante seduto in salotto. Adulti, donne e uomini che dovrebbero avere anticorpi simbolici, biografie strutturate, identità consolidate e che invece, nella notte, scivolano in forme di regressione digitale dove il rimuginare diventa detonatore di cattivi pensieri dove l’immaturità lascia il posto alla “digitopatia degli adulti”.

L’età adulta conosce tante fragilità che i social non creano ma esasperano, basti pensare all’ansia da performance permanente; al narcisismo compensatorio dell’adulto che sente l’erosione del proprio valore cerca conferme digitali; alla gelosia digitale retroattiva che induce al controllo dei like, degli orari di accesso, delle interazioni passate; all’impossibilità di sottrarsi alla connessione continua, di avere sempre l’ultima risposta in chat. E quando queste tensioni incontrano la tastiera notturna, nasce qualcosa di più complesso di un semplice eccesso d’uso, fino a generare una patologia culturale.

Il rimuginare notturno è sempre esistito e come una stanza chiusa lascia andare la mente verso un flusso di coscienza incontrollabile, in cui la mente si parla addosso, ripete, deforma, ingigantisce i propri demoni. Ma mentre un tempo restava confinato tra il cuscino e il soffitto, oggi ha una........

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