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Dalla Via della Seta alla via del dialogo, l’Ue apre un nuovo capitolo con l’Asia centrale

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01.04.2026

A Samarcanda abbiamo impresso una svolta storica: il primo Forum interparlamentare tra Unione europea e Asia centrale, che si è svolto in questi giorni nella città uzbeka, si è affermato come un successo straordinario, capace di produrre risultati di grande rilievo e di inaugurare una nuova stagione di cooperazione strategica tra l’Unione europea e i Paesi della regione. Il Forum, da me fortemente sostenuto in quanto Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con i Paesi dell’Asia Centrale, ha visto riuniti i massimi rappresentanti istituzionali di Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan insieme alla delegazione europea. Un confronto strategico su temi cruciali: connettività, digitale, Stato di diritto, sicurezza, commercio, energia, sviluppo condiviso, democrazia e diritto internazionale.

Per la prima volta nella storia del Parlamento europeo, l’Ue ha scelto di dialogare con l’intera regione come interlocutore unico, su temi che definiscono il futuro comune, ponendo le basi per un partenariato più incisivo ed efficace.

Nel nuovo quadro geopolitico, l’Asia centrale è una regione sempre più strategica per l’Europa, poiché rappresenta un crocevia di interessi globali, una riserva straordinaria di risorse energetiche e materie prime critiche, un corridoio commerciale di importanza crescente. In un contesto internazionale segnato da crisi e fattori di instabilità — l’invasione dell’Ucraina nel 2022, il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan nel 2021 e il conflitto in Medio Oriente — la cooperazione con l’Asia centrale offre all’Unione l’opportunità di diversificare i propri partenariati economici e multilaterali. In questo scenario, ambiti quali sicurezza, transizione energetica e approvvigionamento di materie prime critiche evidenziano una convergenza sempre più marcata degli interessi tra le due regioni.

Il Forum, dunque, ha posto le basi per una diplomazia concreta, capace di tradurre il dialogo istituzionale in opportunità tangibili per i territori, le imprese e le nuove generazioni. Un percorso che potrà generare ricadute significative anche a livello locale, favorendo nuove prospettive di sviluppo, partnership commerciali e occasioni di crescita per il sistema produttivo e il mondo accademico.

Con il Forum di Samarcanda, quindi, abbiamo compiuto un passo decisivo verso il rafforzamento delle relazioni tra Unione europea e Asia centrale, con l’obiettivo di consolidare la presenza dell’Europa nello scenario globale e, al contempo, generare opportunità reali e durature per le comunità. Al termine dei lavori, abbiamo assunto l’impegno di rendere strutturale il Forum interparlamentare avviato a Samarcanda, prevedendo l’organizzazione di incontri con cadenza annuale e a rotazione nei diversi Paesi della regione.

Il risultato è straordinario. Da Samarcanda, crocevia storico della Via della Seta, abbiamo inaugurato un nuovo spazio di confronto interparlamentare, con l’ambizione di affermare una “via” alternativa alla logica della forza, oggi sempre più ricorrente: la “via” del dialogo, al servizio dello sviluppo, del diritto internazionale e della democrazia.

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