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Il colonialismo secondo Hegel

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08.05.2026

La sezione sulla società civile nella quale il gran filosofo argomenta circa l’espansione coloniale è, secondo Seyla Benhabib (1988), una delle sezioni più importanti e trascurate della Filosofia del diritto. Questo testo rappresenta l’auto-comprensione della modernità europea in confronto agli altri popoli e culture laddove Hegel presenta nei termini di lavoro della ragione quello che altri esprimono come crudo etnocentrismo, vale a dire una esposizione sistematica metafisico-etica e una giustificazione per il colonialismo europeo.

Partiamo ricordando che Hegel afferma la personalità come, essenzialmente, il livello in cui il diritto è soltanto formale e astratto e la sua affermazione è: “sii una persona e rispetta gli altri come persone”. La personalità si concretizza alloggiando se stessa direttamente in se stessa - il suo corpo - e in cose esterne come possesso. In quanto è una volontà libera, essa ha il diritto di prendere possesso di “ogni cosa”. In tal modo essa lascia la sua impronta nel mondo oggettivando se stessa in cose esterne ad essa. La proprietà, di conseguenza, è l’espressione immediata o esternalizzazione della personalità. Essa è interna alla costituzione propria della volontà, la quale si relaziona al mondo di oggetti come sovrintendente e dominatrice. La proprietà è “l’esserci della personalità”. Lo sviluppo successivo della volontà avviene attraverso il contratto nel quale sorgono reciprocità e intersoggettività e le volontà contraenti “si riconoscono come persone”.

La famiglia è il momento immediato della vita etica e si manifesta nell’amore. Il carattere essenziale della famiglia è il fondersi di due volontà a formare un intero organico. Anche se il matrimonio sorge dal contratto e dalla attrazione fisica, la sua sostanza essenziale è di “togliere il punto di vista del contratto”. La volontà a questo livello si è liberata dal capriccio e dalla arbitrarietà, il che vuol dire, essa regola coscienziosamente la sua vita. Nell’attenersi all’universale, la volontà etica realizza sé, quindi “l’individuo ha nel dovere piuttosto la sua liberazione”.

Nella vita........

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