Il Pnrr si è dimenticato dei bambini
A sei mesi dalla scadenza europea del Pnrr (giugno 2026), i conti dell’istruzione raccontano una corsa in affanno. Le risorse ci sono, ma la spesa procede lenta e diseguale, mettendo a rischio uno degli investimenti sociali più rilevanti del Piano: i servizi per l’infanzia. C’è un numero che pesa come un macigno sulle famiglie italiane: meno del 13%. È la quota di risorse del Pnrr per asili nido e scuole dell’infanzia che riguarda progetti già conclusi o in fase di conclusione. Il resto è ancora nei cantieri, nelle procedure, nell’attesa. Dietro quei numeri ci sono bambini che non trovano posto, genitori che rinunciano al lavoro, territori che restano indietro.
Il Piano per la prima infanzia era la misura più ambiziosa del Pnrr per l’istruzione. Doveva colmare uno dei ritardi storici del Paese: la carenza di asili nido, soprattutto al Sud e nei Comuni più piccoli. Ma il percorso è stato accidentato. Le risorse sono scese dai 4,6 miliardi iniziali a poco meno di 3,8 miliardi; i nuovi posti programmati da 264mila a 150.480. E l'ultima revisione del novembre 2025 consente di conteggiare fino a 35mila posti frutto di demolizioni e ricostruzioni di strutture esistenti, rendendo “difficile comprendere come questi possano essere posti nuovi”.
L’analisi a cura della Fondazione Agnelli, con il contributo di Alberto Zanardi (Università di Bologna) e Riccardo Secomandi (Università di Ferrara) si basa sui dati della piattaforma Italia Domani aggiornati al 14 ottobre 2025. Il Mezzogiorno concentra quasi il 58% dei progetti e il 56% delle risorse Pnrr, superando il vincolo del 40%, ma oltre il 90% dei finanziamenti........





















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