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Pensioni, demografia e salute: perché servono scelte coraggiose

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22.12.2025

Le pensioni hanno fatto irruzione anche sulla legge di Bilancio 2026, suscitando le solite polemiche. Purtroppo, come accade quasi sempre, i commenti tengono poco conto della demografia e dei risultati di ricerca sul tema. Vediamo due aspetti importanti, fra i molti possibili.

La demografia è chiara. Nei prossimi vent’anni – se non vi saranno migrazioni – tredici milioni gli italiani (nati nel 2006-2025) compiranno vent’anni, a fronte di ventidue milioni (nati nel 1961-1985) che ne compiranno sessantacinque. Quindi, ogni anno, nel prossimo ventennio, senza migrazioni, l’Italia perderebbe quasi mezzo milione di potenziali lavoratori. Anche tenendo conto delle migrazioni, il quadro non cambia di molto.

Oggi le persone di 20-64 anni sono trentaquattro milioni; secondo l’Istat – che prevede saldi migratori per il prossimo ventennio simili a quelli degli ultimi anni – nel 2045 le persone di 20-64 anni saranno ventinove milioni, cinque milioni in meno rispetto a oggi. Nello stesso tempo, le persone di età 65 continueranno ad aumentare, grazie anche........

© Corriere delle Alpi