La protesta dei ladini: «Cortina massacrata dai Giochi, solo le nostre bandiere sulle case»
Bandiere ladine su terrazze e finestre di Cortina per protestare contro l’«invasione» delle Olimpiadi invernali. Niente Tricolore. Niente vessilli olimpici.
Bandiere ladine che in due giorni sono andate a ruba: «Rivendichiamo così la nostra identità. Ma non possiamo impedire che per tanti di noi significhino anche la più severa protesta contro il peggio che potessero aspettarsi da chi sta organizzando queste Olimpiadi». Lo afferma senza giri di parole Elsa Zardini, la storica presidente dell’Union de i Ladis de Anpezo, l’ULd’A, che ha invitato appunto ad esporre il tricolore... locale.
Non quello italiano, ma appunto il tricolore ladino caratterizzato da tre fasce orizzontali: il primo colore dall’alto è il celeste, tinta che rappresenta i cieli che fanno da sfondo a queste magnifiche montagne, il bianco della neve, e il verde dei prati e dei pascoli. Più di 300 bandiere distribuite in sole due mezze giornate a Cortina. Ne sono state ordinate altre, ma arriveranno pochi giorni prima dei Giochi.
«Questa bandiera non ci rappresenta solo in quanto comunità che ha la stessa lingua, la stessa........
