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Dietro la prepotenza di Trump in tutto l'emisfero occidentale c'è un Roosevelt (Teddy)

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20.01.2026

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Prima l’arresto e la deportazione di Maduro, che diversi governi europei avevano contestato come un atto contrario alla legalità internazionale. Poi le mire sulla Groenlandia, che portano l’America di Trump direttamente in rotta di collisione con i suoi alleati europei della Nato fino al braccio di ferro sui dazi e contro-dazi. 

Mettiamoci pure eventi meno noti in Europa come gli attacchi di Trump al presidente della Colombia, e la pressione sulla presidente del Messico perché autorizzi operazioni militari Usa contro i narcos sul suo territorio. Senza dimenticare il dossier tuttora aperto con Panama per espellere dal Canale un operatore di Hong Kong.

Il filo comune è noto, perché lo stesso Trump lo ripete spesso. È la determinazione a esercitare un’egemonia sull’emisfero occidentale, le Americhe in senso lato, dall’Artico all’Antartico, dalla Groenlandia alla Terra del Fuoco. Ma come nasce quest’idea di dominio continentale? Spesso è stata citata la Dottrina Monroe. Lo storico americano Jonathan Horn vede invece le radici di questo comportamento negli eventi di 123 anni fa. In particolare nella prepotenza di un Roosevelt. Non quello più noto agli europei, il Franklin che li salvò dai nazifascismi, bensì il cugino che lo aveva preceduto alla Casa Bianca: Theodore, detto Teddy. Il primo presidente degli Stati Uniti che diede un’interpretazione «imperiale» del suo ruolo. Proprio a partire da una prova di forza nell’emisfero occidentale. In Venezuela, guarda un po’. Ecco come Horn fa........

© Corriere della Sera