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In Senato nasce la nuova alleanza Pd-M5S. E Salvini non ritira i ministri

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14.08.2019
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13 agosto 2019 (modifica il 13 agosto 2019 | 23:08)

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È la crisi più pazza del mondo.

Si va al Senato convinti di assistere a una delle ore più gravi della Repubblica, e se ne esce con la sensazione che effettivamente la situazione politica è grave, ma non seria. I senatori arrivano dritti dritti dalle vacanze, e si vede. Salvini sfotte quelli del Pd sostenendo che ne invidia l’abbronzatura, e quelli del Pd rispondono «Papeete Papeete». Sono stati tutti convocati il 13 di agosto per decidere se il presidente del Consiglio Conte deve andare in aula a riferire della crisi il 14 agosto, anniversario della tragedia del Ponte Morandi, o martedì 20 agosto. Pare una questione di vita o di morte, e infatti c’è il pienone delle grandi occasioni. Salvini esige di votare subito la sfiducia al governo per farlo dimettere, non può aspettare neanche un giorno di più. Ma appena otto giorni fa, il 5 agosto, gli ricorda soave una senatrice sudtirolese, ha chiesto e ottenuto dalla stessa aula del Senato il voto di fiducia al governo sul........

© Corriere della Sera