L'aggressione al calciatore Bruno Petrone, nel in cinque contro uno. La mamma: «Quelle immagini come un'altra coltellata»
L'aggressione a Chiaia, nel centro di Napoli. Il ragazzo sta meglio, ora è a casa. Oggi l'udienza al Tribunale del Riesame: i 4 minorenni fermati e ora detenuti chiedono di poter andare agli arresti domiciliari e proseguire gli studi
«à stato come vederlo accoltellare unâaltra volta». Dorotea Pirolozzi non riesce a trattenere lâemozione mentre parla del video che riprende lâaggressione al figlio Bruno Petrone, il calciatore 18enne ferito a coltellate nella notte tra il 26 e il 27 dicembre nel cuore della movida di Chiaia, a Napoli, nella zona dei cosiddetti "baretti". Pochi secondi di immagini riprese da una telecamera di videosorveglianza, ma sufficienti a far rivivere lâincubo.Â
Nel filmato si vede Bruno fermo con gli amici in via Bisignano. Poi lo scooter che arriva, i cinque ragazzi che si avvicinano al gruppo, forse qualche parola di troppo. Subito dopo, lâescalation improvvisa: lâaggressione, cinque contro uno, Bruno con le spalle al muro, le coltellate. Due fendenti, uno al petto e uno allâaddome. Il momento più drammatico â quando il ragazzo capisce di essere stato ferito e crolla â resta fuori campo, lontano dallâocchio delle telecamere. Ma la violenza è tutta lì, compressa in pochi istanti senza controllo.
«Bruno © Corriere del Mezzogiorno
