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I populisti dello stadio Maradona

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27.05.2026

Conte avrebbe fatto bene, nel giorno del congedo, a spiegare le autentiche motivazioni del suo addio. Lo stesso discorso vale per Aurelio De Laurentiis: in silenzio per due anni se l'è presa con tutti

È vero, il calcio rimane l’unica bolla dove la fiamma della passione può dispiegarsi a pieno ossigeno. Ed è vero che, tenacemente ostile alla modernità come sempre, Napoli non vuole arrendersi all’irrimediabile trasformazione dell’azienda vecchio stile in una ridotta finanziaria dei grandi fondi d’investimento esteri. Ed è pur vero, infine, che quando Aurelio De Laurentiis cederà le armi di fronte all’arrembante avanzata del neo-capitalismo (un’onda che ormai sommerge ovunque gli antichi valori, a cominciare dal lavoro e dal rischio d’impresa) ne rimpiangeremo l’audacia e la visionarietà. Eppure nulla può giustificare la grottesca «sit-com» andata in scena, domenica sera, nella sala stampa del Maradona. 

Sembrava che, pur essendo in malcelato disaccordo su tutto, il presidente e Antonio Conte un punto d’intesa l’avessero raggiunto: riflettere, a mo’ di specchio, il volto peggiore della città, quell’eterno rimbalzare sugli altri gli effetti dei propri errori, l’indomita fuga dalle responsabilità individuali lasciate annegare in un fiume di parole sconnesse, accuse generiche e rivendicazioni insensate. Dei problemi sportivi e delle mille questioni irrisolte che l’addio del tecnico salentino solleva, ha già scritto magistralmente, su queste colonne, Vittorio Zambardino, una delle poche voci scampate al dilagante conformismo che, non soltanto nelle cronache sportive, soffoca qui ogni dibattito. Conviene, allora, approfondire il tratto «culturale», oserei dire «politico», dell’imbarazzante chiacchierata che ci siamo sorbiti l’altra sera per curiosità dettata dal mestiere e dall’amore verso la squadra azzurra. Ebbene, dovendo estrarre un succo dallo strambo concentrato di frasi e proclami, potremmo rivenderlo sul mercato con un’etichetta bella e........

© Corriere del Mezzogiorno