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Morte Savoldi, Ferlaino: «Di quei 2 miliardi spesi non mi sono mai pentito. Ci fece sognare lo scudetto»

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28.03.2026

Il presidente che lo acquistò dal Bologna: «Ci portò 70 mila abbonati e una Coppa Italia. Gli acquisti onerosi li facevano tutti ma quando si trattava di Napoli gridavano allo scandalo»

È scomparso a Bergamo, all’età di 79 anni, Giuseppe Savoldi, storico attaccante del Napoli dal 1975 al 1979. Un acquisto, nell’estate del 1975, per due miliardi delle vecchie lire, che suscitò tantissime polemiche. Ad annunciare la sua morte sui social il figlio Gianluca che ha giocato anche lui a Napoli nella stagione 2003-2004.La società partenopea ha ricordato il calciatore bergamasco su X: «Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Beppe Savoldi, straordinario bomber azzurro dal 1975 al 1979 e indimenticabile emblema del calcio italiano. Con la maglia del Napoli ha vinto una Coppa Italia il 29 giugno 1976, realizzando una doppietta nella finale contro il Verona».L’ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino, 94 anni, che lo acquistò dal Bologna alla cifra record, lo ha ricordato con grande commozione.

Presidente Ferlaino, Savoldi è stato sicuramente uno dei suoi più grandi acquisti.«Innanzitutto la notizia che mi ha dato, mi ha lasciato sgomento. E devo dire che mi dispiace molto. Era una persona onesta, pulita. Un giocatore che ha dato tanto al calcio Napoli e a cui ero legato. È stato un acquisto che all’epoca fece tanto scalpore». 

Era un’Italia che attraversava un periodo buio, dopo l’austerity. A Napoli c’era stato il colera e un contesto sociale non proprio ideale: disoccupazione record e proteste di ogni genere. Su Savoldi ci fu anche un’interrogazione parlamentare...«Gli acquisti onerosi li facevano tutti, ma quando era il Napoli protagonista si gridava allo scandalo. Basta ricordare anche le polemiche per quanto accaduto in seguito con l’ingaggio di Maradona. Non mi sono mai pentito di nulla e ho proseguito sempre per la mia strada. Sono stato deciso quando si doveva concludere un acquisto. Anche a due miliardi». 

L’affare non fu interamente in contanti. Fu versato 1 miliardo e 400 milioni cash, a cui si aggiunsero le comproprietà di Sergio Clerici (valutato 500 milioni) e Rosario Rampanti (100 milioni). Una bella somma per l’epoca. Ci racconta come andarono le trattative?«È stato tutto molto difficile e tormentato, ma non ci siamo mai arresi. L’accordo nacque durante la finale di Coppa Italia del 1975. Conti, il presidente del Bologna, mi sfidò dopo che gli chiesi Savoldi e mi disse: “Se mi porti Clerici e una barca di soldi, te lo do”. Io volevo un attaccante e con me c’era anche il diesse Janich, che conosceva molto bene Savoldi. Era stato suo compagno di squadra: la trattativa si chiuse nell’ultmo giorno di mercato (10 luglio, ndr), a tarda notte, per quella cifra mostruosa. Abbiamo rischiato di perderlo perché si inserì la Juventus, ma non abbiamo mai mollato». 

Cosa le piaceva di Savoldi?«Lo volevo a tutti i costi. Mi colpì il fatto che pur non essendo altissimo, staccava benissimo di testa. Era fortissimo. Un vero rapace dell’area di rigore, alla fine ha dato un grande contributo e vincemmo la Coppa Italia. Non fu facile, ma non mi sono mai pentito di nulla anche perché si integrò alla perfezione in una squadra, quella di Vinicio, che aveva bisogno di un attaccante da almeno 15 reti: ne segnò 21 al primo anno». 

E i fatti le diedero ragione anche in termini economici. I tifosi risposero alla grande: arrivarono oltre 70.000 abbonamenti, 70.405 per la precisione, un altro primato mai più battuto, nemmeno con Maradona.«Per la società tutti quegli abbonamenti erano oro. Mica c’erano gli introiti attuali dei diritti televisivi. L’abbonamento era il nostro sostentamento e quell’affare con il senno di poi si è rivelato un’ottima intuizione. Con quei soldi ci ripagammo dell’investimento e lo stadio San Paolo era una bolgia ad ogni partita. Ricordo che l’anno prima eravamo arrivati al secondo posto a soli due punti dalla Juventus. L’acquisto di Savoldi fu un fattore in più che ci portò anche a vincere una Coppa Italia a Roma nel 1976 con una doppietta proprio di Savoldi al Verona. Poi, anche la Coppa Italo-Inglese. I tifosi iniziarono a sognare lo scudetto». 

Savoldi ha realizzato 77 gol con la maglia azzurra in 165 partite. Una media notevole…«Ha lasciato un grande segno perché era un grande calciatore. Ma prima di tutto una persona onesta. Spesso stava a Napoli perché i tifosi erano molto legati a lui. Mi dispiace davvero tanto: ci ha lasciati una persona perbene e un calciatore che ha fatto sognare i nostri tifosi».

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