Chiamate le cose con il proprio nome
Che il linguaggio pubblico sia formato in buona parte da frasi standard, eufemismi d’accatto e modi di dire squallidi e raffazzonati ripetuti a pappagallo, è cosa nota. Un’espressione polemica tipica delle schermaglie da talk show, per esempio, è: «Capisco che tu sia nervoso», usata quando l’interlocutore ha espresso un’opinione senza la minima alterazione emotiva o vocale, ma basta dire (secondo chi la pronuncia) una vaccata simile per metterlo in difficoltà o semplicemente sfangare la propria povertà di argomenti. Come se poi chi siede dall’altra parte del monitor non capisse il trucchetto, non distinguesse la consistenza dalla pochezza e non desse del servo a chi è servo.Se c’è un eufemismo fin troppo abusato in questi anni dal linguaggio........
